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10/06/2020

Ponte tra governo e opposizione

MF - Andrea Pira

GOVERNO NEL PIANO COLAO UNO SPUNTO RILEVANTE PER L'OPERA TRA SICILIA E CALABRIA
La task force guidata dal top manager presenta al governo un piano per il rilancio dell'Italia a base di voluntary disclosure, stop alla burocrazia, incentivi alla capitalizzazione delle imprese, infrastrutture
C'è anche un appiglio al recupero del progetto Ponte sullo Stretto nelle 102 proposte per il rilancio dell'Italia consegnate al governo della task force guidata da Vittorio Colao. Per rilanciare il turismo il gruppo di lavoro presieduto dall'ex ad di Vodafone propone il completamento dell'alta velocità sulla dorsale tirrenica, «in modo che arrivi fino in Sicilia». Argomenti forniti ai sostenitori dell'infrastruttura, che con andamento carsico torna nel dibattito pubblico. «Valuteremo tutti i progetti», aveva detto il premier Giuseppe Conte non più tardi di una settimana fa. L'infrastruttura raccoglie consensi trasversali. Il centrodestra lo aveva proposto quando era al governo, i presidenti di Sicilia e Calabria, Nello Musumeci e Jole Santelli, sono a favore e lo stesso vale per Dario Franceschini e, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, per Luigi Di Maio. Ci sarebbero da battere le resistenze di un'ala del Movimento Cinque Stelle, che ha già dovuto ingoiare il sì alla Torino-Lione, e di una componente minoritaria dei Dem. La costruzione sarebbe soltanto un nodo politico, non di natura economica o politica. Gli spunti del comitato Colao sono arrivati sul tavolo del premier poche ora prima della riunione con i capi-delegazione delle forze di maggioranza, convocata in serata per discutere degli Stati Generali dell'Economia. Il confronto è in teoria aperto a parti sociali, «menti brillanti» e opposizioni in programma da giovedì a sabato nella cornice del Casino del Bel Respiro a Villa Pamphili, dove nel 2009 piantò la tende l'allora leader libico Muammar Gheddafi. Nei giorni scorsi fonti del governo avevano però chiarito che la relazione Colao sarebbe stata presa in considerazione, ma non sarebbe stata la base del piano che Conte sta predisponendo, in vista dell'ok al Recovery fund europeo che tra prestiti e contributi a fondo perduto potrebbe portare in Italia 172 miliardi di euro. Alcuni capitoli possono coincidere, così come i macro-temi: digitalizzazione, opere pubbliche, svolta verde. La strategia in sei punti (famiglie, lavoro, istruzione, Pa, turismo e cultura, infrastrutture) non è un pacchetto a scatola chiusa. Nel documento sono però molte delle anticipazioni di MF-Milano Finanza del 29 maggio. C'è la proposta di una voluntary disclosure per far emergere il lavoro nero e contante, legata all'impiego delle somme in investimenti a favore della ripresa. Per rafforzare le imprese i componenti della task force propongono prima di tutto una riduzione dei tempi e dei costi delle procedure per gli aumenti di capitale delle quotate. Sul tavolo anche l'idea di una SuperAce per chi investe in tecnologie verdi, rendendo più attraente la proporzione tra incrementi di capitale proprio e deduzione dal reddito imponibile netto. Si torna inoltre a parlare di taglio dei limiti per l'uso del contante e dell'ampliamento delle deduzioni e detrazioni dall'Irpef per i pagamenti digitali. Si vuole inoltre agevolare l'istituzione di fondi di turnaround per investimenti in aziende catalogate come Utp. Sempre alla aziende guarda anche il consiglio di disincentivare il ricorso alle procedure concorsuali, così da evitare il blocco dei pagamenti dei fornitori e il conseguente drenaggio di liquidità. Sulle infrastrutture il modello da adottare è quello di Genova, anche con un'applicazione snella del codice degli appalti. E spunta l'idea di una unità della presidenza del Consiglio, «dotata di pieni poteri di coordinamento tra ministeri e decisione», anche con compiti di «segnalazione, sollecitazione e risoluzione», in caso di ritardi e carenze organizzative. C'è inoltre la richiesta di accelerare l'infrastruttura in banda larga e lo sviluppo del 5G, nonché interventi sulla responsabilità dei funzionari e dirigenti pubblici per danno erariale, meccanismi di silenzio assenso per rendere più veloce la burocrazia e il rinnovo dei contratti in scadenza fino a fine anno per dare ossigeno al lavoro. (riproduzione riservata)

Foto: Vittorio Colao


Foto: L'anticipazione del Piano Colao su MF-Milano Finanza dello scorso 29 maggio