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03/03/2020

Ponte sul Tammarecchia scattano i sigilli per truffa

Il Mattino

Sequestrata anche rata di 198mila euro per evitare percezione indebita del saldo
MOLINARA
Enrico Marra
I carabinieri forestali hanno dato esecuzione all'ordinanza di sequestro di un ponte sul torrente Tammarecchia, emessa dalla sezione Riesame del Tribunale di Benevento, presieduta da Sergio Pezza. È l'epilogo di un procedimento che ha visto pareri contrastanti degli organi giudiziari. In precedenza, infatti, c'erano stati sia un verdetto del gip Maria Ilaria Romano sia del riesame di Benevento che avevano detto no al sequestro. Contro queste decisioni c'è stato un ricorso della Procura. La Corte di Cassazione ha accolto questo ricorso disponendone un nuovo esame conclusosi con il sequestro.
Nel dettaglio si tratta del viadotto sul torrente Tammarecchia e del tratto della strada di collegamento delle aree Pip ricadente nei comuni di Molinara e San Marco dei Cavoti. Il provvedimento è motivato avendo i magistrati ravvisato l'ipotesi di disastro colposo ed è finalizzato a impedire il pericolo per la pubblica incolumità. Inoltre la sentenza ha previsto anche il sequestro della rata di saldo presso gli uffici regionali, pari a 197.974,28 euro disposto in relazione al reato di tentata truffa aggravata, per impedire che il reato venga portato a conseguenze ulteriori attraverso l'indebita percezione della predetta somma.
Un provvedimento che si aggiunge alla decisione di indagare undici persone: Carlo Camilleri, 70 anni; Sergio Iadanza, 67 anni; Giuseppe De Rienzo, 67 anni; Matteo Donato Sebastiano, 47 anni, tutti di Benevento; Bruno Borrillo, 64 anni, di Molinara; Donato Antonio Tornesello, 51 anni; Michele Valente, 60 anni; Americo Travaglione, 50 anni, di San Marco dei Cavoti; Pietro Boffa, 65 anni, di Reino; Antonio Chiusolo, 61 anni e Francesco Chiusolo, 85 anni di Baselice. Si tratta di direttori dei lavori, dipendenti del Comune di Reino, legali rappresentanti delle imprese esecutrici e di chi ha preso parte all'appalto per la realizzazione di una strada di collegamento, per un importo di circa 4 milioni, che collegava le aree Pip di Reino, San Marco dei Cavoti e Molinara. Si ipotizzano i reati di tentata truffa aggravata, disastro colposo, truffa aggravata, frode in pubbliche forniture, falso ideologico e per violazioni al testo unico sulle opere idrauliche, violazioni al testo unico ambientale e al testo unico urbanistico-edilizia. Il Gup ha fissato l'udienza preliminare per il 14 maggio.
Le indagini, coordinate dai magistrati della Procura di Benevento e condotte dalla stazione Carabinieri Forestale di San Marco dei Cavoti, con l'ausilio del consulente tecnico e dei funzionari dell'Autorità di Bacino e del Genio Civile, traggono origine dal crollo del viadotto (alla vigilia dell'alluvione) sul torrente Tammarecchia e dell'area in rilevato, della strada di collegamento delle aree Pip Reino-San Marco dei Cavoti e Molinara, finanziata dalla Regione Campania nell'ambito dell'accordo di programma quadro relativo allo sviluppo rurale ed hanno consentito di portare alla luce diverse condotte criminose, poste in essere dagli indagati durante le fasi della progettazione e di esecuzione lavori che sono state la concausa di una serie di eventi.
La Procura in una nota a firma del procuratore Aldo Policastro ricorda che «questi eventi hanno dapprima ridotto e poi annullato i margini di sicurezza necessari per garantire le prestazioni statiche della struttura, del viadotto e del pendio su cui essa è fondata e che ne hanno determinato il collasso. In particolare il quadro di conoscenza incerto dell'area su cui si inserisce l'opera, perimetrata a rischio frana, la mancanza di indagini geologiche e geotecniche secondo i dettami del decreto ministeriale sui lavori pubblici, volte a caratterizzare stratigraficamente e meccanicamente sia i terreni. Indagini doverose a cagione della instabilità dell'area».
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