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30/09/2018

Ponte, rischio conflitto d’interessi per Gemme

Il Messaggero - U. Man.

IL CASO
Potrebbe finire nel mirino dell'Anac la probabile nomina del manager di Fincantieri a commissario per la ricostruzione del viadotto di Genova Per il governo l'azienda pubblica dovrebbe essere coinvolta nei lavori La replica è immediata: «Le mie dimissioni sono già pronte sul tavolo» IL DIRIGENTE PERÒ È GIÀ AL LAVORO: «I TEMPI? DEVO VEDERE IL PROGETTO OTTO MESI MI SEMBRANO POCHI» SECONDO I GIURISTI L'USCITA DAL GRUPPO NON BASTEREBBE A SUPERARE I DIVIETI PREVISTI DALLA LEGGE
R O M A La probabile nomina di Claudio Andrea Gemme a commissario straordinario per la ricostruzione del ponte di Genova corre il pericolo di trasformarsi in un caso. O, peggio, in un vulnus. A frenare il cammino dell'attuale presidente e ad di Fincantieri Sistemi Integrati (ed ex manager di Finmeccanica e della Ansaldo) potrebbe essere l'articolo 42 del Codice degli appalti sul conflitto di interesse, che a fronte di un ricorso avanzato nei confronti di Gemme inciderebbe sul suo ruolo e sulla sua funzione, considerando che proprio a Fincantieri potrebbe essere affidata la ricostruzione del ponte. Insomma se l'Anac, l'Autorità nazionale anticorruzione, ricevesse esposti o ricorsi, la nomina del manager genovese rischierebbe di essere annullata. Tuttavia ieri lo stesso Gemme ha tenuto a definire i contorni dello scenario. «Le mie dimissioni» dal management di Fincantieri «sono già sul tavolo. Così quando arriverà la nomina saranno immediatamente esecutive», ha annunciato. Eppure il gesto delle dimissioni potrebbe non essere sufficiente. Perché, ragionano i giuristi, dare le dimissioni proprio a ridosso della nomina non basterebbe a fugare la «percezione» cui la normativa fa riferimento. LA TEMPISTICA Gemme ha comunque parlato anche del versante operativo, vale a dire delle tempistiche legate alla ricostruzione del ponte di Genova. E ha voluto sottolineare che immaginare di ricostruire il ponte in otto mesi è un esercizio di fantasia, o quasi. «Tempi? In questo momento non lo so, devo vedere il progetto. Otto mesi però mi sembrano pochi», ha esordito. «Certo, è necessario un processo veloce. Dobbiamo fare assolutamente un percorso veloce. La prima cosa è una buona squadra, un team di persone che andranno selezionate adeguatamente», una scelta che «spetterà al sottoscritto e alle componenti del governo». E poi. «Cosa prometto? Impegno, grande dedizione al dossier e a una costruzione rapida salvaguardando il patrimonio culturale e logistico della città. Quando avrò il progetto in mano mi esprimerò». Quanto al decreto, ha aggiunto, «l'ho letto e riletto, potrò esprimermi solo quando entrerò nel dossier e cercherò di capire quali sono i processi migliori per semplificare le attività», ha spiegato. In` fine si è espresso anche il governatore della Ligura, Giovanni Toti, sul nome di Gemme. «Ha un curriculum importante, è un genovese doc. Ci conosciamo bene. Sul nome, come ho detto al presidente Conte e allo stesso Gemme, nulla da dire da parte delle istituzioni locali», le parole di Toti, convinto che chiunque assumerà il ruolo «non avrà vita facile» a causa del decreto che «inibisce molti» dei percorsi per la ricostruzione. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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