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10/09/2018

PONTE DI GENOVA LA GUERRA LEGALE SARÀ LUNGA

La Nuova Sardegna

Dopo il crollo del ponte di Genova, il Governo ha annunciato il ritiro della concessione ad Autostrade per l'Italia. Il complesso procedimento di decadenza è regolato dalla convenzione del 2007 ed è ormai entrato nel vivo. Nella lettera di avvio della procedura, trasmessa alla concessionaria all'indomani della tragedia e pubblicata sui giornali, il Ministero dei trasporti ha contestato il «gravissimo inadempimento» agli obblighi di manutenzione dell'infrastruttura «in oggettiva considerazione del collasso dell'infrastruttura, delle vittime accertate e degli ingenti danni», chiedendo di fornire «una dettagliata relazione» sugli adempimenti effettuati negli anni per «garantire il mantenimento della funzionalità dell'infrastruttura e volto a prevenire il crollo poi in effetti verificatosi». Sulla decisione finale il Mit si è tenuto le mani libere, riservandosi «di esperire tutte le iniziative di tutela apprestate dall'ordinamento giuridico». Il Ministro ha riferito alla Camera che il 3 settembre Autostrade ha inviato le sue controdeduzioni. Al momento il contenuto non è noto.Se non convinto delle giustificazioni addotte, il Ministero dovrà nuovamente contestare gli inadempimenti di cui ritenesse responsabile la concessionaria, diffidandola ad adempiere entro un termine non inferiore a 90 giorni. Posto che le eventuali carenze manutentive non sono più rimediabili (il ponte è crollato), Autostrade potrebbe solo presentare un'altra memoria a sostegno delle sue ragioni. In caso di rigetto, l'art. 9 della convenzione prevede che il Mit debba accordare altri 60 giorni per adempiere agli obblighi, pena la decadenza dalla concessione. Che pare scontata se si giungesse a quella fase della procedura, proprio perché i lavori di manutenzione sul ponte Morandi sono ormai impossibili. Dopo la dichiarazione di decadenza, Autostrade dovrebbe comunque assicurare la gestione fino all'effettivo trasferimento della concessione al Mit che, a quel punto, dovrebbe affidarla o ad Anas (in caso di nazionalizzazione) o ad altro gestore privato (in caso di mantenimento della privatizzazione del settore). Detto della procedura, va rilevato che la decadenza dalla concessione potrebbe riguardare i soli 45,5 chilometri del tratto Genova-Savona della A10, così come tutti i 2.854,6 chilometri dell'intera rete concessa ad Autostrade.Si pone poi il problema, molto dibattuto, della "penale" prevista in caso di decadenza a favore di Autostrade, cui spetterebbero i ricavi della gestione autostradale fino alla sua scadenza (2042), per un totale stimato sui 20 miliardi. Questa penale sembra violare l'art. 1229 del codice civile, che sancisce la nullità delle clausole che escludono o limitano preventivamente la responsabilità del debitore per dolo o per colpa grave. L'applicabilità di questa norma alla fattispecie è però tutt'altro che scontata, perché la convenzione di concessione stipulata con Autostrade è stata approvata dal decreto-legge 8 aprile 2008, n. 59, convertito in legge 6 giugno 2008, n. 101, con conseguente "copertura" legislativa.Per evitare allo Stato di pagare la penale è stato prospettato di applicare in luogo della procedura disciplinata dalla convenzione di concessione l'art. 176 del codice degli appalti, che consentirebbe al Mit di chiedere la risoluzione giudiziale della convenzione per inadempimento del concessionario (articolo 1453 del codice civile). Ma lo stesso codice appalti limita la sua applicabilità alle gare e ai contratti successivi all'entrata in vigore (aprile 2016); in più, bisogna sempre fare i conti con la segnalata "copertura" legislativa di cui gode la concessione di Autostrade.Né serve guardare ai precedenti, perché nel caso dell'unica decadenza che consta essere stata dichiarata, quella della concessione del Consorzio per le Autostrade Siciliane (2010), la convenzione non contemplava la ricordata penale. A fronte dei numerosi dubbi interpretativi, una sola certezza: la vicenda sarà oggetto di una lunga e accesa battaglia legale.* Docente di diritto amministrativoUniversità di Sassari