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20/08/2021

Ponte delle Torri chiuso da 5 anni

QN - La Nazione

SPOLETO Cinque anni esatti per avviare i lavori di messa in sicurezza del Ponte delle Torri. Era il 26 agosto 2016 quando in seguito a due violente scosse di terremoto, che misero in ginocchio tutto il centro Italia, l'allora sindaco Fabrizio Cardarelli, anche a titolo precauzionale, decise di chiudere il camminatoio ed impedire quindi il passaggio pedonale dei turisti. Turisti che ora, prima di tornare a passeggiare su uno dei monumenti più suggestivi dell'Umbria, dovranno attendere almeno fino all'estate 2023. Sì, perché l'associazione temporanea di scopo vincitrice dell'appalto, composta dall'impresa spoletina Tecnireco di Sergio Fusetti e Paolo Virilli, dall'impresa edile Menichini e dalla Edilnoleggi Valente di Piacenza, spera di poter comunque inaugurare il cantiere almeno tra la fine di agosto ed i primi di settembre. Da quel momento avrà a disposizione 24 mesi per portare a termine l'intervento di messa in sicurezza affidato per 882.734 euro a fronte di uno stanziamento iniziale del Ministero dei Beni e delle attività Culturali pari a circa 1,2 milioni di euro, già stanziati almeno dal 2018. Eppure Invitalia, l'appaltatore dei lavori per conto del Polo Museale dell'Umbria (affidatario del finanziamento statale), aveva reso noto l'esito della gara già dal mese di dicembre, ma solo per la firma del contratto sono serviti altri sei mesi. Dopo oltre quattro anni dalla chiusura quindi a giugno, finalmente, è stato messo bianco su nero, ma come previsto dal codice degli appalti dal momento della firma del contratto sono previsti ulteriori tempi tecnici. Ora a rallentare ulteriormente l'avvio dei lavori ci sarebbe la richiesta di una fideiussione al fine di tutelarsi nel caso di eventuali danni al monumento. Intanto però i tanti turisti che arrivano in prossimità del Ponte delle Torri continuano a trovare la spiacevole sorpresa: le transenne impediscono la traversata dal colle Sant'Elia alle pendici del Monteluco. C'è chi scavalca, elude le transenne ed in barda ai cartelli di divieto di attraversamento, a rischio contravvenzione, attraversa comunque il ponte, e chi invece per seguire, ad esempio, la via Francescana è costretto a percorrere la strada alternativa ed attraversare quindi a piedi la Strada Statale Flaminia per ritornare al Giro dei Condotti. Intanto però da cinque anni nessuno si occupa della manutenzione ordinaria e le pareti dell'antico acquedotto romano di età medievale sono state assaltate da piante rampicanti ed erbacce.