scarica l'app
MENU
Chiudi
07/10/2020

«Ponte dei sospiri», indaga la

L'Arena di Verona

VERONELLA. L'ennesimo appalto per la ricostruzione del manufatto sullo Zerpano, chiuso nel 2014, è finito sotto la lente dei magistrati che hanno aperto un fascicolo
Procura Tutto è partito da una denuncia per truffa presentata dall'impresa che aveva in subappalto i lavori I cantieri ripartiranno a breve
L'ennesimo appalto per la ricostruzione del ponte sullo Zerpano di Veronella è finito sotto la lente d'ingrandimento della Procura di Verona. Già era noto che la ditta che aveva iniziato qualche mese fa a realizzare in regime di subappalto il nuovo manufatto aveva presentato una denuncia per truffa. Ora dal Palazzo di Giustizia arriva la notizia che è stato aperto un fascicolo d'indagine, di cui è titolare il sostituto procuratore Beatrice Zanotti. A confermarlo è il procuratore capo Angela Barbaglio, la quale, peraltro, definisce la situazione come meritevole di essere approfondita con le dovute attenzioni. Se già questo è rilevante, c'è poi un'altra considerazione della stessa dottoressa Barbaglio, che merita di essere messa in risalto. «Gli approfondimenti», afferma il procuratore capo, «vanno fatti non solo in merito ai rapporti privatistici di questa storia, ma anche sulla gestione delle risorse pubbliche».Per capire la portata di queste affermazioni occorre ripercorrere la vicenda oggetto delle indagini. Dopo una disgraziata storia fatta di difficili reperimenti delle risorse ed appalti da rifare, la ricostruzione del «ponte dei sospiri» veronellese, chiuso nel febbraio del 2014 per problemi strutturali, era stata affidata nell'ottobre del 2019 all'impresa Brunelli Placido Franco srl di Rivoli Veronese. Il cantiere si era messo in moto, ma all'inizio dello scorso marzo la Brunelli, che aveva subappaltato in maniera regolare i lavori alla Green Walls Costruzioni srl di Gambellara (Vicenza), ha presentato un primo stralcio di avanzamento dei lavori per poi depositare, il giorno dopo, in tribunale a Verona, istanza di ammissione alla procedura di concordato preventivo. In breve si è quindi di nuovo fermato tutto. Ed intanto la ditta vicentina ha iniziato a darsi da fare per ottenere i soldi che le spettavano. «Il Consorzio di bonifica ha pagato la fattura presentata dalla Brunelli, anche se questa aveva realizzato un'azione discutibile, visto che con la richiesta di concordato è stato aggirato l'obbligo per l'ente di versare direttamente il dovuto alla Green Walls», afferma Daniele Raccanello, l'avvocato trevigiano che rappresenta la srl di Gambellara. Secondo il legale « il versamento sarebbe avvenuto in fretta e, comunque, il concordato fallimentare è andato avanti. Tanto che è stato nominato un commissario».«Ad oggi (ieri per chi legge, ndr) non è arrivata nessuna comunicazione in merito ad iniziative giudiziarie», precisava ieri Silvio Parise, presidente del consorzio di bonifica Alta pianura veneta che gestisce l'intervento. Un'operazione dal costo complessivo di 350mila euro, per la quale da Venezia sono arrivati 200.000 euro, dal Comune e dalla Provincia 100.000 e dallo stesso Consorzio altri 50.000. «Se l'autorità giudiziaria ha valutato che è il caso di compiere degli approfondimenti fa bene a farlo», aggiunge Parise. Il quale precisa: «Io sono il presidente, ma non posso vedere tutto, visto che ci sono funzionari che hanno competenze proprie». «In ogni caso, qui nessuno ha agito per ledere i diritti di terzi, e posso assicurare che abbiamo sentito dei legali, i quali hanno dato parere favorevole alle iniziative che il Consorzio stava conducendo». Alla luce di quanto è accaduto, il Consorzio ha rescisso il contratto con l'azienda di Rivoli ed ha provveduto a contattare la ditta che era arrivata seconda nella gara d'appalto, ottenendo la disponibilità a svolgere il lavoro. A giorni verrà stabilito quando potrà riaprire il cantiere.