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06/06/2019

Ponte crollato in via Cartiera braccio di ferro con il Comune

Gazzetta di Modena - Daniele Montanari

Due dei tre residenti a Dogana Nuova citano in giudizio l'amministrazione In ballo chi deve pagare i 120mila euro necessari per la sua ricostruzione fiumalbo
Daniele Montanari FIUMALBO A un anno dal crollo, a Fiumalbo c'è un ponte che deve essere ancora ricostruito perché sul "chi fa e chi paga" si è innestato un braccio di ferro che ha portato a una causa civile. Andata avanti in tempi express perché si tratta di opera sensibile (ricorso d'urgenza ex articolo 700), e se le parti non trovano un'intesa in questi ultimi giorni, il 3 luglio si va a sentenza. Il caso riguarda via Cartiera, stradina che a Dogana Nuova serve alcune case salendo poi in mezzo ai boschi e collegando la rete sentieristica col centro.Nel giugno 2018 a seguito del passaggio di un camion troppo carico, il ponte sul torrente Rio delle Pozze ha ceduto, isolando almeno tre abitazioni, i cui proprietari da allora sono costretti a lasciare l'auto prima del ponte e andare a casa a piedi. Due in particolare (Novello Lenzini e Cesare Nizzi, assistiti dall'avvocato Giuseppe Bursi di Reggio) dopo il fatto si presentano in Comune dicendo di essere pronti a ricostruirlo a determinate condizioni. Il Comune fa sapere che si può percorrere la strada dell'articolo 20 della legge sugli appalti, che permette al privato di realizzare un'opera pubblica purché non ci siano oneri per il Comune. Si apre tutta una discussione e alla fine è fumata nera, perché il Comune rileva oneri a suo carico. Nell'agosto 2018 arriva l'ordinanza di divieto completo di passaggio. I privati propongono un altro accordo: voi Comune ci date una quota e l'opera la realizziamo noi. Altra fumata nera, al che l'avvocato Bursi procede col ricorso al Tribunale di Modena.Il Comune si costituisce in giudizio con un colpo di scena, dicendo in sostanza che c'è stato un errore di valutazione iniziale: il ponte non è suo ma dei privati, che devono chiedere licenza edilizia. Cosa che il legale dei privati contesta, sostenendo che per quanto sia difficile stabilire chi costruì il ponte più di un secolo fa, essendo opera sopra il demanio idrico è senz'altro pubblica, tanto più che il Comune vi ha fatto sempre la spalata e ha istallato lampioni. Nell'autunno 2018 la giunta approva una delibera che, su relazione del tecnico comunale, declassa via Cartiera da strada comunale a vicinale a uso pubblico: i privati ricorrono al Tar. Nelle ultime settimane i privati, quale "calumet della pace", propongono al giudice di fare loro l'opera (in base a un progetto già depositato) se il Comune paga il 50% delle spese (su un importo stimato di 120 mila euro). Il Comune accetta dicendo però che il 50% non lo dà subito ma al collaudo. Viene stesa una bozza d'accordo ma nell'ultima udienza di metà maggio altro colpo di scena: il Comune dice che pagherà solo un quinto. Al che il giudice risponde che andrà a sentenza il 3 luglio, a meno che non arrivi il sospirato accordo scritto. In caso di esito favorevole, i privati sono intenzionati a sporgere querela risarcitoria e a presentare un esposto alla Corte dei Conti. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI