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12/09/2018

Ponte a Fincantieri. Se all’Ue va bene

Libero - AN. C.

Il "decretone" nel prossimo consiglio dei ministri
Il governo intenzionato a procedere senza gara d'appalto. Ma deve esserci il via libera di Bruxelles
Il ponte da ricostruire, i mutui da pagare, le tasse da congelare. Nel "decretone Genova" - che venerdì (forse già giovedì), il governo dovrebbe portare in Consiglio dei ministri - ci sarà un po' di tutto. Ieri, in audizione parlamentare, il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli ha assicurato che la ricostruzione del ponte genovese - crollato il 14 agosto scorso - non verrà affidata ad Autostrade per l'Italia. Il «governo vuole», ha scandito l'esponente grillino, « il sigillo dello Stato» sulla ricostruzione (e su questo è «compatto», assicura Toninelli), e intende procedere con «l'affidamento senza gara a Fincantieri». E per farlo inserirà nel decreto la deroga al Codice degli appalti. Deroga al vaglio di Bruxelles, da dove fanno sapere che l'esecutivo Ue «valuterà attentamente le richieste» dell'Italia. Se è vero che il testo del decreto per Genova è solo da limare, resta il problema dell'esclusione. Certo Fincantieri (controllata dal Tesoro), ha le competenze tecniche per realizzare l'opera (è già attiva una Divisione specializzata nel segmento delle grandi opere), ma se da Bruxelles dovessero eccepire dall'esclusione a priori di Autostrade sarebbe un bel problema riuscire a mantenere la promessa. Il decreto interministeriale (Infrastrutture, Economia, Sviluppo e Lavoro), dovrebbe non solo occuparsi della ricostruzione rapida di questo asse fondamentale per la città e tutta la Liguria, ma anche consentire ulteriori interventi (economici e fiscali), per chi ha perso o perderà casa o attività economica. Sotto la lente del resta comunque tutto il sistema delle concessioni autostradali. E Toninelli annuncia «un segnale di svolta ben preciso». In sostanza, sintetizza, «d'ora in avanti tutti i concessionari saranno vincolati a reinvestire buona parte degli utili nell'ammodernamento delle infrastrutture», premettendo che convocherà «nei prossimi giorni» i concessionari chiedendo un programma degli interventi. In particolare per Autostrade prosegue l'iter per procedere con la decadenza della concessione. A passare per chi non investe nella manutenzione la società Autostrade proprio non ci pensa: e infatti nel pomeriggio arriva la replica sulla valutazione di riduzione della manutenzione del ministro: «Sull'intera rete dal 2000 al 2017 la società ha speso in manutenzione 5,141 miliardi di euro, più degli impegni previsti dalla concessione». E si scopre anche che sul ponte Morandi, tra il 2015-18, c'è stata «una media di 5 giorni di cantieri su 7 giorni». Poi ci sono altre opere pubbliche che sarebbero degne di attenzione. A Venezia il Mose è sostanzialmente bloccato (concessionaria Consorzio Venezia Nuova). E poi c'è il divorzio da concretizzare tra Fs e Anas in predicato di subire una nuova scissione. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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