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22/05/2021

Polo Sant’Agostino, 14 anni di annunci L’imbarazzo della Fondazione

Gazzetta di Modena - Luca Gardinale

I dirigenti non rispondono alle domande della Gazzetta Promesse mancate e tempi lunghi. Gelo di Muzzarelli
Luca GardinaleQualcuno ci aveva visto lungo già da ottobre 2019, facendo notare che il neonato nome "Ago" potrebbe benissimo stare per... agonia. Fatto sta che a 14 anni dalla visita dell'allora vicepremier e ministro della Cultura Francesco Rutelli, che di fatto lanciò la nuova iniziativa, la situazione del nuovo polo culturale Sant'Agostino è paradossale: da una parte la Sovrintendenza, da sempre considerata il "rallentatore" dei progetti, ha approvato sia il primo che il secondo stralcio, mentre dall'altra il bando chiuso nel 2014 è stato annullato, e di conseguenza ora si partirà con una nuova gara, con tutto quello che ne consegue dal punto di vista dei tempi. Una decisione arrivata nei giorni scorsi, dopo una lunga trattativa con l'associazione di imprese formata dalla bolognese Ccc e dalle modenesi Cme e Iti, con l'obiettivo di trovare un accordo economico, dal momento che nei sette anni trascorsi dal bando il progetto è cambiato. Accordo che fino a un mese fa era vicino, ma che poi è saltato, anche perché il valore dell'appalto è passato da 38,7 a 25,6 milioni di euro. Un caso che i vertici della Fondazione avevano deciso di affrontare con la Gazzetta, che ieri aveva dato notizia del nuovo stop al bando, salvo cambiare idea in serata e non rispondere alle nostre domande. Domande che oggi riproponiamo ai nostri lettori, in attesa che qualcuno faccia chiarezza sull'allungamento dei tempi legato allo stop e sulla nuova previsione di partenza dei lavori, che in teoria avrebbero dovuto partire in autunno, ma che ora sembrano un miraggio anche fissando l'obiettivo di fine anno. Ai vertici della Fondazione avevamo chiesto anche chiarimenti sull'opportunità di una gara privata su un bene demaniale, così come avevamo chiesto se i 45 giorni previsti per la procedura si possano considerare sufficienti per garantire una "vera" partecipazione alle aziende interessate. Tre le questioni che abbiamo posto c'è anche quella delle garanzie sulle imprese vincitrici: come tutelarsi per evitare casi come quelli del nuovo Sigonio, i cui lavori hanno subìto due anni di stop a causa delle difficoltà del costruttore, portando poi il Comune a sciogliere il contratto? Tra le questioni da chiarire c'è anche quella del rischio di ribassi eccessivi, che potrebbero penalizzare uno dei più grandi progetti culturali italiani dei prossimi anni. Ai vertici della Fondazione avevamo chiesto anche quanto l'ente abbia già speso oggi per il progetto Sant'Agostino, quanto dovrà spendere ancora, quali fondi saranno utilizzati per "coprire" la nuova gara, e se il patrimonio della Fondazione sarà intaccato dalle nuove spese. Altri due aspetti da chiarire riguardano la composizione della commissione che dovrà valutare i progetti in gara e il nodo 2023, quando è previsto il rinnovo della governance. Domande lecite che il presidente della Fondazione Paolo Cavicchioli ha "stoppato" quando il direttore generale Luigi Benedetti aveva già dato le sue risposte.E mentre il più grande progetto di riqualificazione previsto in città si allontana, si allarga anche la frattura tra il presidente Cavicchioli e il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, che era convinto di poter arrivare alla partenza dei lavori entro l'autunno. Al di là dei motivi che hanno portato al rinvio del bando, è l'intera gestione del progetto Sant'Agostino a sollevare i dubbi del primo cittadino, che ha preferito non commentare la notizia dell'ennesimo rinvio, contrariato soprattutto perché i grandi progetti di riqualificazione previsti in città sono finalmente partiti, dall'ex Amcm alle ex Fonderie, passando per la riqualificazione dell'Area nord. Tutti, a parte il polo Sant'Agostino, per il quale l'obiettivo minimo, dopo tanti anni di rinvii, era quello di arrivare alla partenza del cantiere entro la fine dell'anno. Obiettivo che in teoria sarebbe ancora raggiungibile, anche se, come fanno notare da piazza Grande, «oggi siamo arrivati al novantesimo minuto e l'arbitro ha concesso cinque minuti di recupero». --© RIPRODUZIONE RISERVATA