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10/09/2021

Polo della Giustizia, Pizzarotti choc Chiesti al Comune 93 milioni di danni

Corriere del Mezzogiorno

Per la mancata realizzazione della Cittadella l'impresa mette in mora anche il ministero
Una richiesta da 93,4 milioni di euro indirizzata al Comune e al Ministero della Giustizia. Per «gli ingenti danni patrimoniali e non» subiti negli ultimi diciotto anni per tutti gli atti che hanno determinato la mancata realizzazione dell'opera. Nel risiko dell'edilizia giudiziaria di Bari torna sulla scena l'impresa P i z z a r o t t i , i l g r u p p o c h e avrebbe dovuto costruire la Cittadella della Giustizia nei pressi dello stadio San Nicola. Nelle scorse settimane, mentre sull'asse Roma-Bari si concretizzava il nuovo progetto di una sede unica per la magistratura nelle ex Casermette Milano e Capozzi, l'azienda parmense ha inviato al Comune una diffida e una messa in mora con la richiesta di adeguati indennizzi per i mancati adempienti dell'ente su specifiche sentenze della giustizia amministrativa. Nelle quindici pagine - firmate dal presidente del gruppo, Paolo Pizzarotti - l'impresa ricorda tutto l'iter della vicenda, iniziato nel 2003 con la ricerca di mercato avviata dall'allora amministrazione comunale di centrodestra, e chiede che venga rispettata la decisione assunta dal Consiglio di Stato nel 2007. Un punto chiave secondo i ricorrenti nell'ambito delle tante sentenze che hanno contraddistinto il caso Cittadella negli ultimi diciotto anno. Nel 2007 (come poi in altre quattro sentenze dal 2008 al 2010) i giudici amministrativi di secondo grado diedero ragione all'impresa obbligando il Comune - che nel frattempo aveva cambiato sia amministrazione sia orientamento sulla necessità di una sede unica della giustizia con quell e m o d a l i t à , c i o è c o n u n project financing a capitale privato - a dare seguito al procedimento in tempi congrui. Una sentenza - ricorda oggi Pizzarotti nella diffida - poi ripresa in parte nel luglio del 2014 anche dalla Corte di Giustizia Europea: i giudici stabilirono che il «contratto di locazione di cosa futura» legato alla ricerca di mercato (la soluzione contrattuale ipotizzata dal commissario ad acta, nominato nel frattempo responsabile del procedimento in sostituzione del Comune) violasse la direttiva comunitaria nel settore degli appalti p u b b l i c i p e rc h é o cco r re va quindi una gara internazionale. Ma stabilirono anche la possibilità per «le autorità italiane di individuare una nuova soluzione contrattuale delle tante indicate proprio dalla sentenza del Consiglio di Stato del 2007». Nonostante questo obbligo, ricorda ancora Pizzarotti nella sua diffida, il Comune di Bari qualche mese dopo dalla sentenza dell'Europa (siamo a dicembre 2014) ha sottoscritto la delibera della Commissione di Manutenzione della Corte di Bari con la quale si interrompe il progetto Cittadella della Giustizia e si opta per quello sulle aree demaniali delle ex caserme Capozzi e Milano. In pratica, il progetto di cui si parla in queste ore dopo l'ok del governo a procedure rapide e veloci per un'opera inserita nel decreto sulle infrastrutture e sugli investimenti strategici. «E che costerebbe una decina di milioni di euro in più rispetto al nostro progetto della Cittadella». Insomma più di elemento, secondo l'articolata tesi della Pizzarotti, per far lievitare la r i c h i e s t a d i r i s a rc i m e n t i a 93,4 milioni di euro. Di questi ben 66 milioni si riferiscono a mancati introiti dei canoni di locazione, cioè delle somme annuali, comprensive anche della rivalutazione Istat e degli interessi, che l'impresa avrebbe dovuto percepire dal 2014 e per i successivi 18 anni, come stabilito dall'offerta di gara e dallo schema di contratto (un canone di circa 3,7 milioni all'anno). A questo danno patrimoniale vanno aggiunti poi altri 16 milioni di euro di danno d'immagine e altri 10 milioni quantificati in «danno curriculare», cioè il mancato inserimento nel bagaglio curriculare dell'azienda di un'opera «così grande e prestigiosa» come la Cittadella della Giustizia, «prototipo di eccellenza funzionale» per l'organizzazione giudiziaria e «prototipo di eccellenza ambientale nell'intera Unione». Inevitabile a questo punto attendersi la controffensiva del Comune di Bari, proprio nei giorni in cui da più parti si esulta per il Parco della Giustizia, che entro il 2024 dovrebbe sorgere nel primo lotto delle ex Casermette senza che alcun ricorso possa fermarlo. Francesco Petruzzelli

È di 93,4 milioni il risarcimento chiesto dall'impresa Pizzarotti a Comune di Bari e Ministero della Giustizia per la mancata realizzazione della Cittadella della Giustizia.

La vicenda

Il progetto prese forma nel 2003

Perché si punta a un risarcimento

Circa 67 milioni si riferiscono ai mancati introiti dei canoni di locazione secondo il contratto valido per diciotto anni; gli altri 26,6 milioni in danno d'immagine e curriculare.

Foto: A confronto In alto il rendering del progetto elaborato da Pizzarotti. Sotto la zona delle Casermette dove sorgerà il polo