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30/11/2018

«Pochi investimenti, il governo guarda solo alle Europee

Avvenire - PAOLO VIANA

Matteo Ricci (Pd), nuovo presidente di Legautonomie: «Decreto Salvini renderà più insicure le città. Con Renzi e Gentiloni crescita e conti in ordine»
oi siamo riformisti perché la politica naturale di un sindaco è il riformismo, non il sovranismo». Il colloquio con il neopresidente di Legautonomie inizia con Matteo Ricci che traccia una linea rossa. Di qua i sindaci, di là la legge di bilancio e non solo: «Di là anche il decreto insicurezza» puntualizza il sindaco di Pesaro. Perché il decreto sicurezza non funzionerà? Il decreto insicurezza di Salvini indebolisce l'integrazione. Avremo più migranti a spasso nelle città - quelle che amministriamo noi, faticosamente, tutti i giorni, mentre loro fanno propaganda -, più gente senza speranza sulle panchine, più occupazioni di case. Questo governo taglia i fondi al volontariato, ai corsi di italiano, a tutte le iniziative che i Comuni attuano per dare una traduzione concreta alla parola "integrazione". Lei è appena stato eletto da un'associazione di enti locali: cosa chiede al Ministro dell'Interno? Prima di tutto gli faccio una richiesta da cittadino. Di prendere i delinquenti invece di starsene in tv a gioire quando un cittadino spara. Perché se un cittadino spara è il fallimento dello Stato e il ministro che sghignazza in tv non è un bello spettacolo: è un fallimento tutto suo, perché quel cittadino non è stato tutelato dalle forze dell'ordine. Altrimenti non avrebbe sparato. Qual è la posizione di Legautonomie sulla manovra? Ci sono ancora molte questioni legate alla parte corrente dei bilanci da rivedere: l'Anci ha proposto emendamenti che Legautonomie sosterrà. C'è lo sblocco degli avanzi dopo la sentenza della Corte Costituzionale ma anche il grosso nodo del Sud, dove gli avanzi non ci sono e si rischia di non saper come rispondere a molte esigenze di quei Comuni. Per non dire del problema enorme del Codice degli appalti, troppo farraginoso e costoso per gli enti locali, tant'è che rischia di non far partire lavori che devono partire; o del disegno istituzionale di questo governo, molto confuso. Legautonomie ha proposto un nuovo piano di riforme che fa perno sull'aggregazione dei Comuni, sul rafforzamento delle Province come casa dei Comuni e sulla riforma delle Regioni, perché non possiamo certo lasciare il tema delle Autonomie alla trattativa tra Stato e Regioni... come vede la partita è tutt'altro che chiusa. C'è una parte della legge di bilancio che vi piace? Guardate che non è un problema di contrapposizione politica, ma di numeri. Più dell'80% è parte corrente, pochissime risorse vanno in investimenti veri e questo perché gli investimenti costituiscono delle politiche di medio termine mentre l'obiettivo unico dell'esecutivo è la propaganda. L'obiettivo dell'esecutivo non è la crescita ma drenare consenso per le elezioni europee. La maggioranza accusa i governi precedenti di averci portato sull'orlo dell'abisso. I numeri sono numeri. Con i governi precedenti era ripartita la crescita, oggi c'è stagnazione: aumentano solo lo spread e gli interessi, mentre flette l'occupazione. I numeri dicono la verità, il resto è propaganda. Si arriverà alla rottura con l'Ue? Salvini teme solo la reazione dei ceti produttivi del Nord e quello è l'unico motivo che può trattenerlo e imporgli una trattativa: tuttavia, l'obiettivo strategico di tutti i sovranisti è sfasciare la costruzione europea (indebolendo l'Italia).

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