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14/07/2021

Pnrr, svolta epocale per la parità di genere

MF - MILENA PRISCO*

COMMENTI & ANALISI
La legge Golfo-Mosca ha incrementato la presenza delle donne nei cda, ma non ha ancora dettato un cambio di passo. Secondo i dati Consob, nelle società quotate solo il 2% delle donne negli organi amministrativi ricopre il ruolo di amministratore delegato, percentuale che scende all'1% nelle banche. Eppure, le leggi sono fondamentali per imporre la parità di genere anche attraverso la rendicontazione non finanziaria (Dnf). La Commissione Europea ha al vaglio la modifica della Direttiva sulla Dnf per una sua applicazione alle pmi quotate. La proposta di modifica oggetto di consultazione prevede, infatti, la definizione di standard di rendicontazione, che sono in corso di definizione con atti delegati che li renderanno norma e che hanno per oggetto anche parità di genere, politiche di remunerazione e di empowerment delle donne secondo criteri determinati, verificabili e misurabili. In linea con Bruxelles, la rendicontazione della parità di genere diventa legge anche in Italia. L'articolo 47 del decreto Semplificazioni n. 77/2021 rende la parità di genere obbligatoria per le aziende che intendono partecipare a gare di appalto per le opere del Pnrr e del Piano per gli investimenti complementari. Le aziende sopra i 15 dipendenti risultanti affidatarie dei contratti devono presentare un rapporto sulla situazione del personale riguardo all'inclusione delle donne non solo nelle attività ma anche nei processi aziendali. La violazione dell'obbligo porta a penali e all'impossibilità di partecipare per 12 mesi a ulteriori gare. La parità di genere è premiale con i bandi che riconosceranno punteggi aggiuntivi per le aziende che adottano policy di conciliazione vita-lavoro, che si impegnano ad assumere donne, che nell'ultimo triennio abbiano rispettato i principi di parità di genere e adottato misure per promuovere pari opportunità per le donne nelle assunzioni, nei livelli retributivi e negli incarichi apicali. Le stazioni appaltanti, salvo ragioni motivate dall'oggetto del contratto, dalla tipologia, dalla natura del progetto o da altri elementi indicati, devono includere nel bando l'obbligo del partecipante alla gara di riservare a donne una quota delle assunzioni necessarie per eseguire il contratto. È una svolta epocale, con la rendicontazione delle policy di genere nevralgica per misurare nel tempo approccio ed evoluzione delle politiche inclusive delle aziende, sia sotto il profilo quantitativo che qualitativo, lì dove si parla di «strumenti di conciliazione vita-lavoro». È quindi sfidante l'inserimento, fra i criteri di partecipazione alle gare, della Dnf sui fattori sociale, ambientale e di governance dei processi produttivi, oggi obbligatoria solo per quotate, banche, assicurazione e riassicurazione, che abbiano, in media, un numero di dipendenti superiore a 500 e determinati limiti dimensionali. (riproduzione riservata) *counsel Studio Cba