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28/02/2020

Più tutele per i lavoratori degli appalti pubblici

Il Secolo XIX - Fabio Marante Paola Bavoso Fabio Servidei

Fabio MarantePaola BavosoFabio ServideiNei giorni scorsi in Liguria il sindacato ha occupato i riflettori dei media protestando in consiglio e fuori dal Palazzo della Regione. La Regione ha emanato un bando di gara di oltre 150 milioni senza confronto con le organizzazioni sindacali sottovalutando il rischio del licenziamento per centinaia di lavoratori che garantiscono da tanti anni il pasto caldo negli ospedali liguri. L'esito del confronto ha consegnato una risoluzione positiva della vertenza: le proposte di merito del sindacato sono state accettate. Non solo una norma premiale per l'assorbimento dei tanti lavoratori e lavoratrici attualmente impegnati nella fornitura dell'importante servizio, ma anche maggiori garanzie rispetto all'applicazione di un contratto collettivo nazionale sottoscritto dalle organizzazioni maggiormente rappresentative rifuggendo il rischio di paghe in deroga. Disciplinare in modo certo le condizioni di lavoro attraverso regole chiare e definite, evitando ricadute negative in termini occupazionali, rappresenta un elemento di qualità non solo per il mondo del lavoro, ma per l'appalto nel suo insieme. Non dimentichiamo che la Regione Liguria, attraverso diverse stazioni appaltanti, rappresenta la principale committenza del territorio, motore di importanti investimenti. Elemento che ha determinato l'attenzione del sindacato confermata con diverse intese per investimenti specifici quali il dissesto idrogeologico e il risparmio energetico. A questo aspetto va aggiunto che, da tempo, si sta lavorando alla definizione di un protocollo generale degli appalti pubblici in Liguria, confronto interrotto nonostante avesse raggiunto importanti elementi di condivisione. Tra questi vi era appunto la clausola sociale nei cambi di appalto. La vertenza dei lavoratori delle mense ha evidenziato la debolezza stessa dell'intesa regionale che stava faticosamente prendendo forma, qualora non sia applicabile a tutte le stazioni appaltanti. Non sarebbero condivisibili né giustificabili, infatti, diversi livelli di attenzione all'occupazione a seconda della responsabilità della stazione appaltante. Per questo motivo appare opportuno cogliere l'opportunità e disciplinare in modo complessivo il sistema degli appalti pubblici con regole omogenee.Gli autori sono segretari rispettivamente di Cgil, Cisl e Uil Liguria