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10/06/2020

Più tecnologia e meno timbri Il Paese “smart” che propone Colao *

La Repubblica - Luca Pagni

Il piano
Riqualificazione permanente in modo che i lavoratori possano trovare nuovi impieghi, una spinta alla partecipazione femminile E poi forti investimenti in tecnologie, difesa dell'ambiente e comunicazioni Un progetto anche per convogliare il risparmio verso le Pmi
Formazione ai lavoratori Fornitori pagati subito Impresa e lavoro è il primo dei macrosettori individuati dal Piano Colao per il "Rilancio" dell'Italia dopo l'emergenza. In favore del sistema delle aziende, la task force propone tra i primi punti di escludere il "contagio Covid-19" dalla responsabilità penale del datore di lavoro per le imprese non sanitarie. Un intervento giustificato dalla straordinarietà di una emergenza senza precedenti. Sempre per favorire la ripartenza delle aziende, la task force propone «un codice di comportamento volontario ma fortemente sponsorizzato a livello governativo», per il pagamento rapido dei fornitori, ad esempio a 30 giorni, al fine di riattivare la circolazione dei flussi di liquidità.
Mentre per «rafforzare le misure di sostegno alle start-up e PMI innovative» occorre un incremento delle agevolazioni fiscali per l'investimento da parte di cittadini, società e fondi specialistici».
Interventi a sostegno dell'oocupazione: il più innovativo riguarda la riqualificazione di lavoratori e disoccupati attraverso fondi specializzati. In particolare, si prevedono incentivi alle imprese (ad esempio, defiscalizzazione di spese di formazione, riduzione del cuneo), incentivi ai lavoratori, utilizzo di programmi formativi di qualità e un sistema di valutazione della qualità dei programmi di formazione.
L'eccezionalità del momento si ravvisa anche nella proposta che riguarda i lavoratori con contratti a termine: andrebbero prorogati almeno fino alla fine dell'anno, anche in deroga alle regole che in alcuni casi ne vietano i rinnovi quando, per esempio, è stato raggiunto il numero massimo. Niente stop dai Comuni alle infrastrutture Le infrastrutture e l'ambiente sono il «volano del rilancio», spiega il piano messo a punto dalla task force. In primo luogo perché i lavori connessi alla creazione di nuove infrastrutture e al «Green Deal» italiano metteranno in moto masse finanziarie e forze lavorative ingenti, e poi perché proprio queste infrastrutture aiuteranno il Paese a crescere di più nel futuro. Proprio per questo si propone di semplificare l'applicazione del codice degli appalti, applicando alle infrastrutture «di interesse strategico» le direttive europee e, parallelamente, rivedere la normativa in un nuovo codice, basato sulle stesse direttive.
Al tempo stesso andranno rimossi gli ostacoli alla loro realizzazione anche attraverso «leggi o protocolli nazionali di realizzazione non opponibili da enti locali», con una «unità di presidio» presso la Presidenza del Consiglio.
Necessario anche «sburocratizzare i processi con la Pubblica amministrazione, formalizzando tramite ricevuta telematica la formazione del silenzio assenso e vietando la richiesta di documenti specifici (da parte della Pa) laddove l'autocertificazione è accettabile».
Tra le azioni più urgenti consigliate «una rete in fibra» che copra tutta l'Italia, una spinta alle reti 5G, anche alzando i limiti per le emissioni che oggi in Italia sono tre volte più bassi di quelli medi europei, «negoziare un'estensione delle concessioni equilibrata e condizionata ad un piano di investimenti espliciti e vincolanti (ad esempio nei settori autostrade, gas, geotermico e idroelettrico), coerenti con le macro direttive del Green Deal europeo». Alta velocità completata per rilanciare il turismo Dare agevolazioni e defiscalizzazioni per le attività del 2020-2021, incentivando gli operatori ad aprire in modo da preservare sia l'avviamento sia l'occupazione, in particolare stagionale». Per esempio, con la «defiscalizzazione contributiva in caso di assunzione, un aumento delle agevolazioni rispetto agli extra costi dovuti alla sanificazione», fino ad arrivare a «incentivi alla riapertura». È quanto prevede il Piano Colao nel settore Turismo e cultura.
La task force - sempre nell'ottica di migliorare la qualità e il rilancio del settore - suggerisce come «migliorare l'accessibilità del turismo italiano, investendo nei collegamenti infrastrutturali chiave relative alle aree/poli turistici ad alto potenziale e ad oggi mancanti, potenziando le dorsali dell'Alta Velocità, alcuni aeroporti turistici minori e la logistica intermodale per le città d'arte». Tra gli interventi si sottolinea lo sviluppo dell'Alta velocità ferroviaria sulla dorsale adriatica (Bologna-Taranto), e il completamento dell'Alta velocità sulla dorsale tirrenica, in modo che arrivi fino in Sicilia».
Infine, il piano punta sulla riqualificazione delle strutture ricettive,molto frammentate e di fascia intermedia «mentre cresce la domanda per quelle medio-alta soprattutto da parte dei turisti esteri che rappresentano il 75% delle presenze in hotel a 5 stelle». Ma serve anche una strategia per «valorizzare il potenziale inespresso dell'offerta del Paese, incentivando la bassa stagione, «definendo con anticipo i calendari scolastici, incentivando poli turistici in aree ad alto potenziale naturalistico, paesaggistico o culturale, rafforzando la rete e le attività delle "Città Creative" italiane». "Salute digitale" per tutti i cittadini Tema centrale nella strategia delle "Iniziative per il rilancio" previste dal piano Colao è la sburocratizzazione sia delle opere pubbliche, sia del rapporto con i cittadini e imprese. In questo capitolo si prevede la necessità di applicare la telemedicina non solo per Covid ma per garantire cura a tutti i pazienti. L'obiettivo è la «digital health nazionale»: televisite, teleconsulti e anche una gestione amministrativa dei pagamenti a distanza. Allo stesso tempo si propone di sviluppare un sistema di monitoraggio sanitario, basato sulla 'Tessera Sanitaria', che consenta di alimentare le banche dati, dalle cause di morti alla condivisione dei ricoveri ospedalieri.
Per le opere pubbliche, la task force propone di identificare le infrastrutture «di interesse strategico» e creare un presidio di esecuzione che elimini ostacoli alla loro realizzazione anche attraverso «leggi o protocolli nazionali di realizzazione non opponibili da enti local». La pianificazione degli interventi - suggerisce la task force - dovrebbe avvenire attraverso un presidio presso la presidenza del Consiglio.
Per accelerare la ripresa, la task foce ha individuato alcun riforme per semplificare il rapporto con la «burocrazia difensiva»: per esempio, legando la responsabilità dei dirigenti pubblici ai soli risultati della gestione, e prevedere per l'eventuale «danno erariale un premio assicurativo pagato dall'amministrazione». Altre misure "anti-burocrazia" sono previste nell'ampliamento degli ambiti di autocertificazione e dei meccanismi di silenzio assenso, accompagnato da certezza dei tempi e da maggiori controlli. Istruzione mirata alle nuove professioni Con l'Italia tra le ultime nazioni in Europa come percentuale del Pil investito in ambito scolastico (3,8% a fronte di una media europea del 4,6%), il piano Colao propone di lanciare iniziative di "upskilling" facendo leva sul settore privato per supportare insegnanti, cultura, ricerca e scuola, e di creare dei poli nazionali di eccellenza scientifica. Tra i progetti per l'istruzione «una campagna di volontariato che affianchi le strutture pubbliche (ovviamente senza sostituirle) nel supporto della formazione»; la campagna di crowdfunding "Adotta una classe" per infrastrutturare digitalmente e tecnologicamente le classi; il programma nazionale "Impara dai migliori", col quale per 20 sabati all'anno grandi aziende high tech, enti di ricerca e università fanno corsi di aggiornamento su temi innovativi agli insegnanti di liceo e medie; la "Gara dei talenti", con aziende e donatori organizzano una serie di concorsi tipo Hackathon per giovani studiosi su temi di grande rilievo tecnologico, sociale e culturale. I concorsi premiano gli studenti e le scuole (e li mettono in contatto con investitori). Importante anche legare il mondo dell'istruzione a quello del lavoro. Per questo il piano prevede la «spinta alla formazione su nuove competenze», un orientamento dei giovani che concili le loro aspettative «con le trasformazioni del sistema socioeconomico», un «canale di istruzione terziaria professionalizzata» e una piattaforma digitale di "education to employment", che preveda corsi sviluppati dalle aziende per le competenze di cui hanno bisogno.
Raddoppio asili nido e lotta al gender gap Il piano Colao si propone, al sesto punto, di promuovere il benessere degli individui e delle famiglie, di combattere diseguaglianze e discriminazioni, di favorire l'ingresso nel mondo del lavoro delle donne anche potenziando congedi parentali e di paternità. Alle famiglie va offerto supporto psicologico per ridurre le conseguenze psicologiche della crisi Covid. Tra le proposte si segnala quella sugli asili nido: si punta a raggiungere «in 3 anni il 60% dei bambini eliminando le differenze territoriali tra Centro, Nord e Mezzogiorno». Attualmente la disponibilità di posti nei nidi non supera il 25% del totale ed è fortemente sperequata sul territorio: nelle regioni meridionali i posti disponibili coprono solo il 10%. Si chiede inoltre un'organizzazione dei servizi «con orari flessibili e aperture anche nei giorni festivi». La task force propone l'introduzione di un assegno unico variabile in base al reddito familiare che assorba le detrazioni fiscali per i figli a carico, l'assegno al nucleo familiare, il bonus bebè, l'assegno al terzo figlio.
Tra i punti più importanti, la lotta agli stereotipi di genere. Va rafforzato il ruolo delle donne nel mondo del lavoro, delle istituzioni e della società con incentivi e norme sulle quote di genere, per riequilibrare la presenza femminile negli organi apicali e consultivi e per ridurre il divario retributivo di genere. Interventi sono previsti contro la violenza sulle donne: vanno raddoppiate le case rifugio e rafforzati i centri anti-violenza pubblici e privati.
Infine «incentivi per l'assunzione di donne italiane e immigrate che intraprendono percorsi di uscita dalla violenza».

Foto: Il super esperto Vittorio Colao, manager già a capo del gruppo Vodafone, ha guidato la task force nominata dal governo e formata da esponenti dell'economia e delle università


Foto: MATTEO BAZZI/ANSA


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