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05/05/2021

Più legumi e cereali nel menu Cambia la mensa nelle scuole

Gazzetta di Mantova - Sandro Mortari

Via alla gara per affidare in concessione o in appalto il servizio di refezione Interessate 29 scuole di città tra asili nido, materne, elementari e medie il bando del Comune
Sandro MortariIl Covid ha sconvolto anche le più elementari delle abitudini, come quella per i bambini di consumare il pasto di mezzogiorno alla mensa scolastica. Da quando il virus ha costretto a chiudere e a riaprire le scuole solo i bimbi del tempo pieno possono mangiare in mensa; gli altri hanno dovuto rinunciare. «Stiamo lavorando per ripristinare il pasto nelle scuole primarie dove non era erogato - annuncia l'assessore all'istruzione Serena Pedrazzoli - questo perché il tempo mensa è un momento educativo fondamentale».Per raggiungere l'obiettivo il primo passo è riassegnare sia la concessione per la gestione completa della mensa in diciotto scuole dotate di cucina tra primarie, dell'infanzia statali e dell'infanzia comunali e nelle altre otto che non ce l'hanno, sia l'appalto del servizio di ristorazione in tre asili nido comunali. Attualmente la refezione scolastica è a cura del colosso reggiano Cir Food, che ha vinto i precedenti appalti e che ora si trova in proroga dopo lo scoppio della pandemia nel marzo dello scorso anno e la revoca del bando appena pubblicato. Il vecchio contratto scadrà a fine agosto; il Comune ha deciso di pubblicare un nuovo bando per assegnare concessione e appalto, ma solo per due anni (sei quello annullato) fino al 25 agosto 2023. «Una scelta dell'ufficio - spiega l'assessore - avallata dalla giunta visto il perdurare dell'emergenza sanitaria». Nel bando il Comune si è attenuto alle linee guida dell'Ats che promuovono l'utilizzo dei legumi e di diversi tipi di cereali. È stata anche aumentata la percentuale di prodotti biologici e tipici si è puntato sulla valorizzazione dei prodotti a chilometri zero e ridotto l'utilizzo della plastica. Le verdure cotte devono essere cucinate con prodotti freschi. Inoltre, banane, ananas, cioccolato e cacao in polvere dovranno provenire dal circuito del commercio equo solidale. Il valore dell'appalto è di 3 milioni e 350mila euro (Iva esclusa), che sale a 3 milioni e 405mila euro (più Iva) nel caso in cui il Covid riducesse il numero dei pasti e aumentasse i costi per sanificazioni e dispositivi di protezione individuali. Le basi d'asta sono due: il costo dei pasti da ribassare e quello del canone annuo (da aumentare) che il concessionario dovrà versare al Comune: 14mila euro all'anno. Le offerte andranno presentate entro il 14 giugno. La differenza tra servizio in concessione e in appalto, per l'utente, riguarda soprattutto il metodo di pagamento. Con la concessione chi fornisce il servizio riceve direttamente dagli utenti il pagamento dei pasti; con l'appalto (nei tre nidi) è il Comune a incassare la retta di frequenza che comprende anche la refezione.Le scuole interessate alla concessione sono quelle dell'infanzia comunale Ferrari, da Feltre, Strozzi-Valenti, Montessori, Visentini, Calvi; dell'infanzia statali Pacchioni, Berni, Rodari, Frank, Collodi, Campogalliani, Ricordo ai caduti, Tom Sawyer; le primarie Pomponazzo, Martiri di Belfiore, Nievo, don Leoni, De Amicis, don Mazzolari, Ardigò, Allende, don Minzoni e Tazzoli; le medie Sacchi e Alberti. Gli asili nido il cui servizio sarà in appalto sono Chaplin, Soncini e Peter Pan. Saranno serviti 3.655 utenti (tra bambini e personale): 301.174 i pasti forniti ogni anno nelle scuole, e nei Cred estivi, in concessione e 30mila nei tre nidi. --