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11/10/2018

«Più investimenti in cambio di riforme»

Avvenire - MAURIZIO CARUCCI

Il vertice Cabina di regia con le aziende di Stato a Palazzo Chigi. Conte: i soldi ci sono, portate i progetti. I vertici delle società attendono risposte su Codice degli appalti e sburocratizzazione Di Maio e Salvini sicuri: "quota 100" porterà decine di migliaia di occupati
Conte propone un patto alle partecipate. In ballo 20 miliardi aggiuntivi. Faro su Cdp. M5s e Lega chiedono un assunto per ogni nuovo pensionato. La prudenza dei supermanager
Più investimenti e assunzioni da parte delle partecipate. Questa la richiesta che è arrivata dal governo. A Palazzo Chigi, infatti, ieri si sono riuniti i vertici delle grandi società, da Eni a Leonardo, da Enel a Poste. «Abbiamo raccolto una disponibilità veramente grande, abbiamo avuto la sensazione vera che l'Italia può fare sistema. Eravamo gomito a gomito con il sistema Italia, con le aziende di Stato e ne è derivato addirittura un piano di investimenti aggiuntivi - rispetto a quelli da loro già programmati - per il prossimo quinquennio di 15 miliardi di euro in più che potrebbero arrivare a 20 miliardi», ha spiegato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, parlando davanti a Palazzo Chigi al termine della prima cabina di regia sugli investimenti. «Abbiamo spiegato tutte le riforme - continua il premier - a quelli che sono interlocutori privilegiati. Volevamo un primo riscontro per capire se ci stiamo muovendo bene. Siamo orgogliosi e soddisfatti, dobbiamo procedere su questa linea». Conte ha sottolineato che l'esecutivo punta su investimenti materiali e immateriali, oltre che sulle riforme, per rilanciare la crescita economica e creare un ambiente più "amico" per gli investitori. Il presidente del Consiglio ha illustrato la parte della manovra economica riguardante gli investimenti e le varie riforme strutturali e ha esposto che nella legge di Bilancio sono previste risorse pari a 15 miliardi di euro nel prossimo triennio, oltre ai 5,7 miliardi già previsti dalla manovra precedente sempre per il triennio. Al tavolo, oltre a Conte, anche il vice presidente Luigi Di Maio, i ministri Giovanni Tria, Paolo Savona ministro per gli Affari europei, il ministro per il Sud Barbara Lezzi, Giulia Bongiorno ministro per la pubblica amministrazione, il sottosegretario Giancarlo Giorgetti. Tra i presenti gli ad Terna (Luigi Ferraris), Cassa Depositi e Prestiti (Fabrizio Palermo), Leonardo (Alessandro Profumo), Snam (Marco Alverà), Saipem (Stefano Cao), Ansaldo Energia (Giuseppe Zampini), Enel (Francesco Starace), Poste Italiane (Matteo Del Fante), Fincantieri (Giuseppe Bono), Italgas (Paolo Gallo), Ferrovie dello Stato (Gianfranco Battisti), Open Fiber (Elisabetta Ripa). L'ad di Eni, Claudio Descalzi, ha incontrato il premier prima della riunione a causa di impegni concomitanti e ha assicurato che si è parlato solo di investimenti in Italia e non di dividendi o di acquisto di titoli di Stato da parte della major petrolifera. Fari puntati, in particolare, su Cassa depositi e prestiti. Cdp, fanno sapere fonti interne, nel prossimo quinquiennio punta a 22 miliardi di investimenti attraverso le società collegate, ma si può salire a 35 con le riforme promesse dal governo. Tutte le partecipate, comunque, si sono dette pronte a investire in attesa delle riforme strutturali: dalla revisione del Codice degli appalti a quella del Codice civile passando alla semplificazione burocratica fino al superamento della legge Fornero. Proprio le riforme potrebbero diventare gli strumenti per favorire gli investimenti delle imprese. «Gli imprenditori, quindi chi fa impresa e non qualche burocrate, ci hanno detto che superando la legge Fornero si creeranno decine di migliaia di posti di lavoro», ha detto il vicepremier Matteo Salvini. «Dall'incontro con le partecipate viene fuori che con la riforma quota 100 ci sarà più di un'assunzione per ogni pensionato e molte aziende stabilizzeranno poi i dipendenti grazie al dl Dignità», ha precisato il vicepremier Luigi Di Maio. «Non sono proporzioni realistiche», rintuzza la titolare della riforma previdenziale del governo Monti, l'ex ministro Elsa Fornero. Nel 2008 - è l'introduzione di Conte - gli investimenti in Italia rappresentavano il 3% del Pil, ma nel 2017 sono scesi al 2%: il governo punta nuovamente ad una loro crescita. Con questa cabina di regia e il confronto con le principali aziende del Paese, il premier cerca di capire come stimolare questi investimenti in modo da arrivare a investimenti privati aggiuntivi. Il ministero dell'Economia, su questo fronte, è già al lavoro dal mese di luglio scorso: Giovanni Tria ha già incontrato le principali imprese controllate e partecipate per capire come valorizzare gli investimenti e per valutare insieme a loro come sollecitare gli attori privati a lavorare con le imprese pubbliche. «Cercheremo di cambiare le cose per gli investitori in una logica micro piuttosto che macro per facilitare il lavoro anche delle piccole imprese», ha sottolineato il ministro Tria. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: Un momento della cabina di regia convocata ieri a Palazzo Chigi dal premier Conte con le aziende di Stato

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