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08/07/2021

Più innovazione e via l’Irap: il Pd riparte dai distretti

Il Sole 24 Ore - Emilia Patta

il viaggio di letta
a pagina 8

ROMA

Il Pd riparte dalle piccole e medie imprese e mette al centro del suo dibattito interno tre temi spinosi, se non scomodi, a sinistra: la riforma del fisco, la riforma della giustizia civile e la riforma del codice degli appalti a suo tempo voluto proprio dal Pd. L'iniziativa pubblica avrà come titolo "Impresa e ripresa, il ruolo delle Pmi nel Next generation Eu" e sarà celebrata, assieme ai rappresentanti del mondo imprenditoriale, il 15 luglio. Data simbolica, che segna la partenza del Pnrr con l'arrivo della prima tranche di fondi Ue. «Abbiamo voluto appositamente collocare l'iniziativa tra la fine della stagione pandemica, segnata dalle politiche pubbliche di protezione e sostegno culminate appunto nei decreto sostegni, e l'inizio della stagione della ripresa con l'arrivo della prima tranche di 25 miliardi del Recovery - spiega il "pivot" dell'iniziativa Cesare Fumagalli, già segretario nazionale di Confartigianato e ora nella segreteria di Letta come responsabile Sviluppi con missione Pmi, mentre la vicesegretaria Irene Tinagli ha curato la parte delle politiche Ue -. Il nostro approccio è quello di considerare il sistema delle piccole e medie imprese del Paese non come accidente della storia ma come parte strutturale del nostro sistema produttivo da rafforzare e valorizzare anche attraverso l'opportunità della transizione ecologica e digitale del Pnrr».

Al centro della convention del 15 luglio ci sarà la proposta di un sistema fiscale semplice e amico delle Pmi. E sarà rilanciato il tema di renziana memoria del superamento dell'Irap. Ma è chiaro che, al di là delle proposte specifiche che usciranno dall'evento, il Pd di Enrico Letta ha bisogno di riposizionarsi politicamente dopo i primi cento giorni molto caratterizzati a sinistra (si veda ad esempio la proposta di una patrimoniale per finanziare la "dote" per i diciottenni o il braccio di ferro sulla proroga del blocco dei licenziamenti): l'obiettivo è ritornare ad essere interlocutore privilegiato e punto di riferimento del mondo delle imprese, per non lasciare la rappresentanza delle Pmi e del "popolo delle partite Iva" né alla destra salviniana né tantomeno al nuovo M5s di Giuseppe Conte qualora l'ex premier riuscisse infine nell'impresa di arrivare alla guida del movimento (Conte ha detto pubblicamente, nelle scorse settimane, di puntare al voto moderato e alla rappresentanza delle Pmi e delle partite Iva). Per questo il segretario si spenderà personalmente, in autunno, in un tour nei distretti industriali del Paese. C'è poi una preoccupazione reale legata all'uso degli ingenti fondi Ue legati al Pnrr da qui al 2026: il rischio che alla fine ad avvantaggiarsene siano soprattutto le imprese medie e grandi lasciando indietro le piccole. Per questo - come spiega Anna Ascani, sottosegretaria al Mise, che curerà il 15 luglio la parte sulla transizione digitale - è importante mettere i "piccoli" nelle condizioni di potersi innovare: «Industria 4.0 ha funzionato molto bene dal punto di vista del rinnovamento tecnologico e dei macchinari ma ad avvantaggiarsene sono state soprattutto le imprese medie e grandi. Ora dobbiamo fare in modo che la transizione 4.0, a cui sono destinati circa 30 miliardi, non lasci indietro le piccole imprese». La leva delle proposte Pd resta quella degli incentivi fiscali all'innovazione, ma non basta: «Servono anche investimenti sulle competenze, perché le piccole imprese hanno bisogno di personale altamente specializzato in grado di usare e monitorare le nuove tecnologie e spesso non sono in condizioni di permetterselo - dice ancora Ascani -. Per questo pensiamo a una sorta di "ecosistemi dell'innovazione", ossia dei centri a cui possono rivolgersi più piccole imprese».

Sul tema fiscale l'obiettivo torna ad essere quello del superamento dell'Irap, come si accennava. Ma il Pd, con la relazione del responsabile economico Antonio Misiani, riproporrà anche il pacchetto già portato a centro dei lavori delle due commissioni finanze di Camera e Senato che hanno chiuso la settimana scorsa l'indagine conoscitiva sulla riforma fiscale da cui il governo ha già annunciato di voler prendere spunto per la legge delega di revisione dell'intero sistema tributario. «Per ristabilire l'equità del sistema e per rendere neutrale il prelievo rispetto alla forma giuridica dell'impresa il Partito Democratico ritiene opportuno riproporre un meccanismo come quello, mai entrato in vigore, dell'Imposta sul reddito di impresa (Iri) - si spiega a Largo del Nazareno -. In base a tale regime il reddito derivante dall'attività d'impresa verrebbe tassato con aliquota unica (la stessa alla quale sono soggette le società di capitale) determinando la neutralità del prelievo rispetto alla forma giuridica dell'impresa, mentre la remunerazione del professionista o dell'imprenditore, ossia la parte di utili che viene distolta dall'attività professionale o dall'impresa, verrebbe assoggettata a tassazione progressiva. In questo modo verrebbe tra l'altro incentivata la patrimonializzazione delle piccole imprese».

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Emilia Patta

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Segretario Pd.

Enrico Letta


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IMAGOECONOMICA

Segretario Pd.

Enrico Letta pronto a rilanciare sulle misure a sostegno delle piccole e medie imprese