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18/05/2021

Più certezze per il futuro Reggio pensa in grande

Avvenire - FRANCESCO CHINDEMI

ISTITUZIONI E TERRITORIO Palazzo San Giorgio, dopo la vittoria al ballottaggio il sindaco fa il punto dei primi sette mesi del secondo mandato tra gestione dell'ordinario, servizi carenti piano di riequilibrio e importanti risorse in arrivo
Falcomatà: «È il momento di programmare» La città del domani «si costruisce sedendo tutti sulla stessa parte Imprescindibile il ruolo della Chiesa»
Il secondo tempo? «È iniziato con le difficoltà del presente, ma anche con maggiori certezze e prospettive future». Giuseppe Falcomatà va oltre alla contingenza del momento e guarda avanti. «Se saremo in grado di cogliere le opportunità legate al Recovery fund e alla nuova programmazione europea, Reggio da qui a un decennio riuscirà a fare il salto di qualità auspicato» dice ancora nell'analizzare i primi sette mesi del suo secondo mandato di sindaco. È ancora presto per parlare di un cambiamento? Ancora oggi soffriamo dei problemi di cassa che inevitabilmente si ripercuotono sulla gestione dell'ordinario, essendo i servizi pubblici essenziali garantiti proprio con risorse del nostro bilancio. Nel prossimo documento che sarà portato in consiglio comunale faremo uno sforzo, destinando alla nostra in house Castore un milione e duecentomila euro in più per le manutenzioni stradali e idriche e per l'illuminazione pubblica. Solo l'uscita dal piano di riequilibrio decennale potrà segnare la fine di un incubo. Nel frattempo, come ovviare a tale situazione? In questi anni abbiamo aumentato la capacità di spesa dei fondi comunitari e non è un caso se oggi Reggio è la quarta città metropolitane a farlo. Un buon traguardo che ci consente di garantire servizi altrimenti non erogabili, pur fondamentali. È il caso del welfare per il quale ogni anno spediamo circa 30 milioni di euro dai Pon Metro. E poi ci sono le prospettive. Con il Pon Metro solo alla città di Reggio sono destinati 290 milioni di euro, più del triplo della precedente programmazione. Come Anci nazionale abbiamo chiesto un codice degli appalti che protegga le risorse e accorci i tempi di progettazione e cantierizzazione. Sfida a cui ci stiamo preparando, riorganizzando la macchina burocratica con nuovi innesti, grazie ai concorsi che presto bandiremo al comune e alla città metropolitana. Obiettivi ambiziosi per raggiungere i quali cos'altro serve? Una politica che non guardi alle primogeniture, ma anteponga alle appartenenze il sentimento identitario. Fondamentale il confronto tra tutti gli attori del territorio, a partire dalla Chiesa.

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Foto: Il sindaco Falcomatà durante l'intervista


Foto: dare l'intervista al sindaco Giuseppe Falcomatà oppure vai all'indirizzo: bit.ly/3hqBur2