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02/07/2020

Più capitale umano nella Pa 2.0

MF - Giulio Zangrandi

DALL'EVENTO RIPARTITALIA DI CLASS EDITORI UNA NUOVA LEVA PER RIFORMARE IL PUBBLICO
Da scuole alla formazione digitale, tutte le misure da affiancare allo snellimento della burocrazia indicate dagli addetti ai lavori. Ma anche riforma della giustizia, abuso d'ufficio e orientamento alle performance
Un settore che per catalizzare gli investimenti necessari alla ripresa economica del Paese dovrà essere ridisegnato non solo in chiave di riduzione degli oneri burocratici e maggiore orientamento alle performance, ma anche prestando maggiore attenzione alla formazione e alla valorizzazione del capitale umano. È questo l'appello lanciato ieri da Ripartitalia P.A.- Reinventare lo Stato, l'evento organizzato da ClassCnbc MF-Milano Finanza per discutere sul futuro che attende la pubblica amministrazione italiana proprio nei giorni in cui circola la prima bozza del Decreto Semplificazione studiato dal Governo e che per il viceministro all'Economia Antonio Misiani, tra gli ospiti del convengo, «dovrebbe approdare in Cdm nei prossimi giorni, mentre il confronto continuerà all'interno della maggioranza». A rimarcare la necessità di lavorare sulle risorse umane è stato in apertura della discussione lo stesso editor in chief e ceo di Class Editori Paolo Panerai, che ha sottolineato l'importanza della qualità delle persone impiegate n pubblico dicendo che «è fondamentale ci sia l'orgoglio di far parte della P.A. mentre spesso le motivazioni di chi cerca di essere assunto sono altre». «Bisognerebbe fare in modo che i giovani che escono dalle facoltà con voti eccellenti abbiano subito il diritto di entrare ai livelli più alti delle amministrazioni» ha aggiunto Panerai. Un'opinione condivisa anche dal ministro della Pubblica amministrazione Fabiana Dadone, secondo cui «dovremo investire ancora di più non solo nelle competenze digitali ma anche in quelle trasversali di cui si parla molto nel settore privato ma poco nel pubblico». Da qui la necessità, ha detto il ministro, «di valutare le skills e come si possano adattare le competenze nella Pa per avere buoni manager pubblici». Ed è proprio su questo aspetto che si sono concentrati anche gli interventi degli altri ospiti del convegno, come il presidente di Open Fiber Franco Bassanini, che ha sottolineato l'importanza, oltre che di un «rilancio degli investimenti per aggiustare il rapporto debito/pil», anche di «recuperare le carenze di personale con competenze tecniche, informatiche e manageriali». Da questo punto di vista, ha poi suggerito l'economista e docente di Economia Politica all'Università di Roma Tor Vergata nonché ex ministro dell'Economia, Giovanni Tria, facendo eco al presidente della Scuola nazionale di amministrazione, Stefano Battini, «bisognerebbe creare un canale ad hoc per chi vuole entrare nei vertici della Pa tramite corsi universitari d'elitè cui dall'accesso molto selettivo per fornire la formazione internazionale e ad hoc». «La riforma della pubblica amministrazione e della giustizia devono procedere insieme, parallelamente agli investimenti, ha invece sostenuto Carlo Cottarelli, direttore dell'Osservatorio Spesa Pubblica dell'Università Cattolica, ricevendo il favore, tra gli altri, del direttore generale di Confindustria, Marcella Panucci, secondo cui serve «ridurre norme penali ed erariali insieme ad oneri civili, specie con riferimento all'abuso d'ufficio». Senza contare «lo snellimento delle procedure per valutare l'impatto ambientale delle opere e soprattutto la revisione del codice degli appalti», due iniziative in grado di favorire gli investimenti. Su quest'ultimo aspetto ha invece mostrato resistenze il presidente dell'Anac Francesco Merloni, convinto che la sospensione temporanea del testo, così come paventata dal Decreto, comporti dei rischi: «Nel codice ci sono già norme che consentono misure emergenziali e procedure accelerate di natura temporanea che non derogano al codice» ha detto. Tra gli altri ospiti della giornata Grazia Strano, direttore Servizi informativi del ministero del Lavoro, Giovanni Valotti, docente all'Università. Bocconi, Antonio Decaro, presidente Anci, Gabriele Buia, presidente Ance, Gabriella Palmieri Sandulli, avvocato generale dello Stato, Sabino Cassese, giurista, il sindaco di Genova, Marco Bucci, Zeno D'Agostino, ex Autorità Portuale Trieste, Paolo Bernasconi, ex procuratore Confederazione Elvetica. A chiudere il meeting, Francesco Caio, presidente di Saipem, Corrado Passera, ad di Illimity e Franco Bernabè, presidente di Cellnex, che hanno sottolineato l'opportunità di un nuovo sodalizio pubblico-privato in materia di investimenti. (riproduzione riservata)

Foto: Andrea Cabrini apre i lavori di #Ripartitalia/PA