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02/10/2019

Piscine, il pm: «Direttrice longa manus della truffa»

Eco di Bergamo

«L'architetto Violante in aula ha definito artistica la sua direzione dei lavori, ma nel codice degli appalti questa figura non c'è: la direzione artistica può essere quella di Pippo Baudo al festival di Sanremo. Non è questo il caso». Questo, dice in aula il pm Giancarlo Mancusi nella prima parte della sua discussione, è il caso dell'architetto Elisa Violante, sino a fine 2012 direttrice dei lavori del cantiere delle piscine comunali di Cologno, accusata di concorso nella truffa da 8,2 milioni di euro al Credito sportivo e al Comune di Cologno (entrambi parte civile) per lavori mai terminati o neppure iniziati a fronte di «artifici e raggiri» sullo stato di avanzamento dei lavori (Sal) per incassare i finanziamenti. Con la Violante sono imputati Cinzio Boscolo e Donato Sangalli, allora soci della fallita associazione d'imprese On Sport (il quarto imputato, Donato Venuto, è stata stralciato). «Violante aveva competenza sostanziale e sostanziale responsabilità dei lavori per i quali firmava i Sal. Ma invece di rappresentare gli interessi della committenza, era la longa manus di Donato Venuto e della Edil Dema. Per questo si sentiva in imbarazzo, come ha detto lei stessa in aula», ha sostenuto il pm che contesta alla Violante la dell'ingegner Angelo Bianchi, nominato dal Comune di Cologno, per i visti e i verbali di collaudo. «L'ingegner Bianchi in realtà si limitava a recepire la documentazione. Il collaudo vero sarebbe stato fatto a lavori finiti, ma i lavori non finirono», ha sottolineato il pm. Prossima udienza il 15 novembre.