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08/10/2020

Piscina, sfida Rari-Comune manca l’accordo sui contributi Distanza tra le posizioni della società sportiva e Palazzo Sisto. Oggi l’incontro Il nodo è sui fondi, per ragioni di bilancio sono calati da 300 a 40 mila euro l’assessore scaramuzza si dice apert

Il Secolo XIX - Silvia Campese

Silvia Campese / savona Il futuro della piscina Zanelli - almeno quello dei prossimi anni - si decide oggi. In un incontro, previsto per questa mattina, tra Comune di Savona e Rari Nantes, ciascuno metterà sul tavolo proposte, richieste, ma anche necessità. I tempi sono stretti: con la fine dell'anno andrà in scadenza il contratto di gestione dell'impianto comunale, affidato alla società sportiva savonese, con la possibilità di ulteriore proroga di un anno, quindi tutto il 2021. Alle attuali condizioni, però, (un contributo pubblico annuo di 40 mila euro contro i 294 mila conferiti sino al 2019) la Rari Nantes, orgoglio cittadino per i risultati raggiunti nella pallanuoto e nel syncro, non intende starci. Troppe le spese, dicono, su cui pesa, in più, il bilancio del lockdown, quindi il blocco degli introiti legati alla libera balneazione e alle lezioni al pubblico per i tre mesi scorsi, tra marzo e maggio. Dall'altra parte del tavolo, questa mattina, ci saranno le esigenze di Palazzo Sisto che, oltre ad avere una costante carenza di fondi, deve fare i conti con le norme sugli appalti e con i vincoli legali entro cui muoversi. Più che una partita di pallanuoto, così, quella di oggi sarà una sfida a scacchi fatta di mosse e contromosse, nel tentativo di arrivare a un accordo soddisfacente per entrambe le parti. Se così non sarà, a rimetterci saranno i savonesi: la mancata gestione della piscina da parte della Rari e la gestione transitoria nelle mani del Comune, in attesa di un nuovo bando, rischierebbe di non funzionare, con la momentanea chiusura dell'impianto. Un'ipotesi da scongiurare. «Le cose, per noi, sono cambiate in modo drastico dallo scorso gennaio - dice Maurizio Maricone, presidente Rari Nantes - Siamo passati da una condizione, legata al bando di gara che avevamo vinto nel 2011, per noi favorevole, a una situazione estremamente difficile, da inizio 2020. Riceviamo un contributo comunale pari a 40 mila euro: troppo poco rispetto alle spese di gestione, alla manutenzione e al pagamento del personale, che ricade su di noi. Per questo abbiamo avanzato una doppia richiesta al Comune: un prolungamento pluriennale dell'affido di gestione e un incremento del contributo. Il tutto facendo leva sui decreti ministeriali che autorizzano alla ricontrattazione delle condizioni di concessione». Secondo indiscrezioni, sarebbe stata richiesta una concessione di tre anni e, almeno, un raddoppio del fondo, quindi 80 mila euro annui. «Siamo pronti al dialogo e siamo disponibili a valutare le soluzioni possibili - è il commento dell'assessore allo Sport, Maurizio Scaramuzza - Insieme ai funzionari del Comune valuteremo le strade percorribili tenendo conto delle opzioni che si aprono, anche a seguito del Decreto semplificazione che agevola alcuni passaggi tra ente proprietario e soggetto gestore». --