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08/12/2019

Piscina Finetti L’Anac contesta clausola del bando Comune fa ricorso

Il Tirreno - Alfredo Faetti

grosseto
Alfredo Faettigrosseto. La diatriba nasce dall'interpretazione dell'articolo 95 del codice degli appalti e, per quanto sia di natura strettamente tecnica, rischia di far slittare i lavori di riqualificazione della piscina comunale Finetti di Grosseto in via Lago di Varano. L'Anac (Autorità nazionale anticorruzione) ha ritenuto «non conforme alla normativa di settore» una clausola del bando di gara con cui i lavori sono stati affidati alla società sportiva dilettantistica Olimpic Nuoto di Napoli: nello specifico la clausola che permette alla società di appaltare a terzi la gran parte degli interventi di riqualificazione. L'amministrazione comunale, però, ritiene la lettura data dall'agenzia non corretta e, per opporsi, al suo parere ha dato mandato ai suoi legali di ricorrere al Tar del Lazio. La questione rischia di diventare spinosa, bene quindi ricostruirla. A settembre a Grosseto arriva la Olimpic Nuoto fresca di aggiudicazione della struttura comunale, per la gioia dei molti appassionati di nuoto ma non delle altre aziende che avevano partecipato al bando. Una di queste, la società dilettantistica Virtus Buonconvento (costituita dal raggruppamento con le imprese Minocci srl e Sme Studio srl) a inizio ottobre invia un'istanza all'Anac, contestando il bando da poco chiuso. Gli uffici dell'agenzia studiano i contorni e sposano i contenuti nella parte in cui si parla di appaltare a terzi parte degli interventi. In particolare, viene contestata l'aggiudicazione «per avere l'operatore economico - si legge nel documento Anac - dichiarato di appaltare interamente a terzi le attività di progettazione, direzione lavori, coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, nonché tutte le lavorazioni da eseguire». Una violazione, a dire dell'istanza, alla legge sui subappalti del 2016, dove prevede che «i soggetti affidatari dei contratti - si legge nel testo - eseguono in proprio le opere o i lavori, i servizi, le forniture compresi nel contratto».Ma la normativa di settore è una selva di articoli e discipline e proprio su questo contesto si è basata la posizione dell'amministrazione, che nelle ultime settimane ha dialogato con Anac sicura di aver operato nel giusto, ritenendo che la società Olimpic Nuoto rientri nei parametri previsti dalla legge che permettono di appaltare a terzi i lavori. L'Anac però non è stata dello stesso avviso e da qui si spalancano le porte del Tar. Il Comune infatti è convinto che «l'Autorità non abbia operato una corretta interpretazione della norma» dice la delibera che dà il via all'impugnazione. Una questione spinosa, appunto, che rischia di far allungare i tempi per la piscina. --