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17/06/2020

Piscina dell’Incoronata: il Comune corre ai ripari per l’affidamento

Il Messaggero

SULMONA
Il Comune corre ai ripari e, incredibilmente, conferma che la gara d'appalto per la gestione della piscina dell'Incoronata fatta a dicembre scorso, è stata fatta senza avere tutte le certificazioni e le agibilità dell'impianto (di proprietà comunale). Così per permettere di sottoscrivere il contratto con la Roma Nuoto, vincitrice della gara, ovvero di riaprire la piscina che non ha più riaperto dopo il lockdown, sono state pubblicate ieri in stretta sequenza tre determine con le quali, per un spesa di oltre 20mila euro (quanto si è guadagnato cioè dal ribasso di gara) si cercherà di rimettere le carte in regola. Una riguarda i lavori di sistemazione dell'impianto elettrico: poco più di 12mila euro di spesa per esaudire le prescrizioni avute dalla ditta che si occupa di certificazioni della messa a terra, un passaggio che svela come la struttura sia priva della certificazione dell'impianto elettrico. A mancare, poi, è anche la certificazione antincendio: con un'altra determina, infatti, ha affidato ad un professionista (per poco più di 5mila euro di spesa) l'incarico di ottenere la certificazione di prevenzione incendi e successiva Scia da presentare ai vigili del fuoco. Infine, ancor più paradossale, è l'assenza di agibilità e dell'accatastamento della piscina, per la quale si è dato incarico ad un geometra (circa 4,5mila euro) per i rilievi, l'accatastamento della vasca esterna e dei fabbricati realizzati sulla coorte e per la redazione della pratica di agibilità del complesso. E dire che il Comune era a conoscenza, ben prima di fare la gara, della carenza della documentazione e delle certificazioni: il 14 agosto dello scorso anno, infatti, il dirigente Filomena Sorrentino, in qualità di vice segretario, aveva scritto una lettera alla sindaca e agli assessori competenti, nonché al dirigente del settore, perché con estrema urgenza, proprio in vista della gara d'appalto, venissero indicati lo stato di efficienza, di sicurezza e piena funzionalità della struttura. Lettera morta, ovviamente. Intanto il tribunale amministrativo regionale ha fissato per il primo luglio l'udienza di merito sul ricorso presentato dal gestore uscente, la Centro Nuoto Sulmona, che potrebbe mettere di nuovo in discussione la gestione della società romana, semmai per quella data si riuscirà a consegnare l'impianto. Nel frattempo restano all'asciutto centinaia e centinaia di utenti, oltre che otto lavoratori a tempo indeterminato (licenziati il 27 maggio) e i collaboratori che dovevano essere riassorbiti dal nuovo gestore.
Patrizio Iavarone
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