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16/06/2020

Piscina, arriva (in teoria) il giorno dello sfratto ma la Polisportiva potrebbe restare ancora

Il Mattino

TERMINI SCADUTI PER IL «RILASCIO» DELL'EDIFICIO, AL MOMENTO MANCA IL BANDO PER LA GESTIONE 2.0
IL PATRIMONIO
Tempo scaduto per lo «sgombero» della Piscina comunale. Ma il Comune non sembra pronto a tornare in possesso del bene. Tanto meno, a pubblicare il bando per la prossima gestione.
Eppure, lo scorso 15 maggio, Palazzo di Città avviava il procedimento di rilascio del Centro sportivo di via De Gasperi. In pratica, un avviso di sfratto. Nel documento, firmato dall'allora dirigente al Patrimonio, il comandante della Polizia municipale, Michele Arvonio, venivano concessi alla «Polisportiva Avellino» 30 giorni per abbandonare la struttura. Quell'ultimatum scade oggi. Ma l'attuale gestore, riconducibile al gruppo Cesaro, non sembra affatto intenzionato a lasciare. Nemmeno dopo la nuova bufera giudiziaria che ha travolto il suo vertice. Nell'atto emanato lo scorso 15 maggio dal Comune, era stato messo nero su bianco che «la Polisportiva ora detiene l'impianto natatorio comunale senza titolo, ed è necessario riacquisire la disponibilità della struttura per riattivare il pubblico servizio». Questo perché raggiunta da un'interdittiva antimafia il 31 maggio 2018 e perché si era vista respingere dal Tar «l'istanza cautelare relativa sia al ricorso introduttivo che ai motivi aggiunti, dando atto della legittimità dei provvedimenti impugnati, che oggi risultano validi ed efficaci». Tra l'altro, la «Polisportiva» non ha mai pagato le rate del project financing siglato nel 2020 con l'Istituto del Credito sportivo, per la costruzione del centro natatorio.
Al Comune, dunque, non resterebbe che passare dalle parole alle vie di fatto. Ma secondo quanto si apprende da Palazzo di Città l'amministrazione non sarebbe pronta. Da un punto di vista operativo, anche e soprattutto a causa della recente rotazione delle deleghe dirigenziali, con il passaggio di consegne tra Michele Arvonio e Luigi Cicalese, e della necessità di riorganizzare uffici e compiti dei funzionari. Così, per ora, quello partito da Piazza del Popolo rischia di somigliare all'ennesimo «penultimatum» lanciato alla Polisportiva Avellino. Il tutto, all'interno di un procedimento partito già con l'ex commissario straordinario, Giuseppe Priolo. E il bando? Dato per imminente dal sindaco Festa nelle scorse settimane, non è ancora stato pubblicato. L'unico atto concreto, dunque, resta la manifestazione di interesse pubblicata, anche qui, dal commissario Priolo. Vi aderirono 6 associazioni e proprio da qui si dovrebbe ripartire. Ma il condizionale resta d'obbligo. Intanto, la struttura resta in balia degli eventi. Questa mattina, infatti, scade la cassa integrazione dei dipendenti, partita lo stesso 9 marzo. Il centro natatorio è rimasto chiuso da allora, a causa del Coronavirus. Per i 30 lavoratori, stante la situazione attuale, non ci sono molte certezze. E monta la preoccupazione. Non avendo ricevuto comunicazioni ufficiali secondo quanto trapela da fonti sindacali questa mattina si recheranno normalmente a lavoro. Ma con quali prospettive? Nella manifestazione di interesse del Comune, se non altro, è scritto a chiare lettere che chiunque subentri all'attuale gestore dovrà confermare tutti i livelli occupazionali. Ma i tempi si preannunciano come al solito infiniti. L'unica certezza è che il Comune di Avellino non potrebbe mai sobbarcarsi i costi dell'impianto e gli oneri per l'organizzazione del suo funzionamento. Ma è di tutta evidenza che, fino a quando non sarà pubblicato ed espletato il bando, la Polisportiva Avellino difficilmente verrà sfrattata dalla Piscina comunale. Il rischio, in tal caso, sarebbe quello di tenere il bene chiuso per molti mesi. Con la possibilità, che somiglia più ad una certezza, di un lento degrado. O magari della vandalizzazione, di un centro pubblico che secondo quanto risulta dall'inventario già fatto svolgere dall'ente risulta ancora in ottime condizioni.
m. s,
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