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04/10/2019

Piove sul bagnato Acqua nella scuola del dopo alluvione costata 7 milioni

Il Tirreno - Libero Red Dolce

Appena inaugurata dopo anni di lezioni nei container e già inzuppata. La Regione: «Rivalsa sulla ditta». Che però è fallita la maledizione di aulla
Libero Red DolceAulla. L'acqua, sempre la maledetta acqua. Nel 2011 l'alluvione si portò via la scuola di Aulla. Che, faticosamente ricostruita dopo essere stata ospitata per anni nei container, deve fare nuovamente i conti con l'acqua. Nel nuovo edificio, costato oltre 7 milioni e pagato coi soldi della Regione, piove e al primo acquazzone ottobrino si sono dovuti scomodare secchi e ombrelli. L'assessore regionale Federica Fratoni fa sapere che si rifaranno sulla ditta appaltatrice, che però nel frattempo è fallita. «Non doveva accadere», commenta il giorno dopo la denuncia dei genitori e degli insegnanti. Ma è accaduto.Sembra incredibile che le scuole di Aulla, faticoso simbolo di riscatto per i danni dell'alluvione del 25 ottobre 2011, siano di nuovo sotto scacco per via dell'acqua. L'acqua piovana è filtrata dal tetto con le piogge del 2 ottobre scorso. E ha fatto la sua comparsa sia nel plesso scolastico che ospita l'asilo nido, le materne e le elementari sia nell'edificio che ospita le medie. Anche se le circostanze sono diverse.La situazione più grave e paradossale è quella delle materne ed elementari. A due settimane dalla ripresa delle lezioni, e due anni dall'inaugurazione, la pioggia di mercoledì s'infiltra dal tetto ed entra a fare lezione con i bimbi. Appena arriva la segnalazione dall'istituto, il sindaco Roberto Valettini scrive una lettera alla Regione chiedendo un intervento immediato. O, in alternativa, le risorse per potere procedere come Comune.Ieri l'assessore Fratoni gli risponde: «La Regione si è già mossa per contestare alle ditte esecutrici dei lavori quanto avvenuto ai plessi scolastici di Aulla e sarà parte attiva per risolvere in tempi rapidissimi questo spiacevole inconveniente».La ditta in questione è la Zoppoli & Pulcher che realizzò asilo, materne ed elementari. Il gruppo piemontese doveva anche costruire le medie ma ebbe delle difficoltà economiche e chiese un concordato preventivo. Cosa che causò ritardi e infine il problema fu risolto affidando i lavori a una subappaltatrice, la B&B, che con l'avallo del tribunale subentrò alla Pulcher.C'è un però. La Zoppoli & Pulcher nel frattempo è fallita ed è proprio a loro che la Regione dovrà chiedere i danni. Un meccanismo per fortuna regolato dal codice civile con delle garanzie. Secondo l'articolo 103 del Codice appalti è prevista una polizza indennitaria decennale «a copertura dei rischi di rovina totale o parziale dell'opera, ovvero dei rischi derivanti da gravi difetti costruttivi».Il collaudo dell'opera, prima dell'inaugurazione, fu fatto dai tecnici regionali che la classificarono come «idonea» e «priva di imperfezioni progettuali». Dunque hanno sbagliato loro?No, perché il sopralluogo di questi giorni ha fatto concludere che le infiltrazioni sono dovuti ai cosiddetti "vizi occulti". Questi sono dei difetti non immediatamente riconoscibili e che dunque vengono individuati soltanto quando si manifestano.Anche qui però una norma del codice civile garantisce il committente, in questo caso la Regione, che dovrà «denunziare all'appaltatore le difformità o i vizi entro sessanta giorni dalla scoperta» e quest'ultimo dovrà procedere a sistemarli. Questo perché «è tenuto alla garanzia per le difformità e i vizi dell'opera». Nel caso della Pulcher, fallita, ci si rivolgerà al curatore fallimentare che dovrà prendere i soldi da un quota di riserva prevista proprio per queste situazioni.Diversa la situazione alle medie. L'inaugurazione è più recente, dopo ben sei anni di attesa. Anche qui ci sono state infiltrazioni, ma pare non per colpa delle piogge. Dopo i controlli, la Regione fa sapere «che le cause del fenomeno sono da imputare ad una cattiva gestione dell'impianto di raffreddamento». Problema che da Firenze hanno comunicato alla ditta, la B&B costruzioni che ha eseguito i lavori per porvi rimedio. --