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12/12/2019

Piogge violente e allarme frane «La manutenzione è l’unica arma»

QN - La Nazione

Dopo l'ultimo caso del muro crollato in provincia di Firenze
di Lisa Ciardi FIRENZE Saranno le piogge eccezionali, sarà che per anni la manutenzione di muri e infrastrutture ha lasciato a desiderare. Sta di fatto che la Toscana si scopre sempre più fragile, soggetta a frane e cedimenti. Nicola Casagli, professore geologia applicata e presidente del Centro di Protezione civile dell'università di Firenze, è intervenuto in molti casi noti, dal cedimento sul lungarno Torrigiani, a Firenze, alla frana di Montelupo. Professore partiamo da Montelupo: cos'è successo? «Non si è trattato di un movimento franoso, ma del crollo di un muro. Non abbiamo ancora certezze sulle cause, ma episodi di questo tipo spesso derivano da problemi di drenaggio». - Ci spieghi meglio «I muri a retta hanno dei tubi per lo scarico delle acque. Se si ostruiscono, la pressione del terreno si somma a quella dell'acqua e il rischio di crolli aumenta». Veniamo al rapporto Ispra che indica la Toscana come terza regione per frane «Non concordo con quello studio. È un'analisi che considera i dati forniti proprio dalle Regioni: chi ha mappato meglio le frane è finito in testa alla classifica. Tutto il territorio italiano è geologicamente poco stabile, oggi come in passato». Eppure ultimamente i casi sembrano più numerosi «C'è maggiore sensibilità al fenomeno e questo è un bene, ma statisticamente è cambiato poco. L'unica differenza è magari nella tipologia di pioggia: oggi l'acqua cade tutta insieme in poco tempo e questo può favorire i cedimenti». Ci sono zone più critiche? «Sicuramente le Alpi Apuane che, data la vicinanza col mare, sono soggette a precipitazioni improvvise e violente su un terreno ricco di detriti». Come limitare le frane? «C'è un unico modo: la manutenzione. Questa deve essere costante nel tempo, ma solo negli ultimi anni si è capito. La manutenzione dà ben poca visibilità a chi la fa, soprattutto rispetto alle nuove costruzioni: si nota se non c'è, passa sotto silenzio se fatta bene. In Toscana viene fatto da tempo un lavoro eccellente sui fiumi». Cosa servirebbe? «Ricordarsi che a novembre le piogge sono normali e le frane probabili se non si agisce per tempo. Occorre cambiare il codice degli appalti che spesso costringe i comuni a iter lunghissimi per lavori semplici. Non è possibile che per puntellare un muro si debba fare la stessa procedura che serve per costruire una strada». © RIPRODUZIONE RISERVATA