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15/09/2020

Pil mai così basso da 25 anni

Corriere dell'Umbria

Cna parla di dati drammatici. Costruzioni e manifatture i settori più colpiti. Il presidente Cesca: "Non ci arrendiamo"
di Catia Turrioni PERUGIA K Nel 2020 il Pil dell'Umbria dovrebbe diminuire di oltre il 10%, dato peggiore della crisi del 2008-2009. Per trovare un livello del Pil inferiore bisogna risalire a 25 anni fa. Il quadro economico dell'Umbria che emerge dall'analisi effettuata dal centro studio Sintesi per Cna è,per dirla conle parole del presidente Renato Cesca, "drammatico". Industria e costruzioni saranno i settori più colpiti con un calo del valore aggiunto nel 2020 di circa 15 punti percentuali. Si ferma la corsa dell'export dell'Umbria:il trend decennale è comunque positivo (+33%), soprattutto nei comparti "made" ma nei primi sei mesi del 2020 segna un -15%. Per il turismo, che realizza il 10% dell'economia regionale, le previsioni delineano una caduta del 64% con effetti negativi anche sul fatturato delle imprese del settore. Il quadro del credito conferma le tendenze degli ultimi anni: aumentano i depositi bancari (+33%) e flettono i prestiti alleimprese (-30%),soprattutto in quelle di minore dimensione. Nel 2019, invece, gli indicatori del mercato del lavoro evidenziano tendenze moderatamente positive: occupazione in ripresa e calo del tasso di disoccupazione. Preoccupa, però, la dinamica dell'occupazione fra i giovani. In un decennio, infatti, l'Umbria ha perso il 23% degli occupati tra i 15 e i 24 anni. Inoltre, vi sono ancora oltre 27 mila giovani che non studiano e non lavorano. Ma le imprese non si arrendono. Tutt'altro. "Siamo tutti all'opera nel cercare, attraverso processi innovativi, di riposizionare le nostre imprese nel mutato scenario per riuscire a mantenere almeno i livelli occupazionali del periodo precedente la pandemia", evidenzia Cesca. Il presidente di Cna Umbria spiega come, nei prossimi mesi, risorse si renderanno disponibili attraverso il Recovery fund, il Sure, ma anche dall'attivazione del Mes. "A queste risorse - aggiunge - si possono sommare le facilitazioni temporanee nell'applicazione del codice degli appalti e le possibilità di accesso al superbonus del110%, soprattutto se lo si renderà più strutturale prorogandolo almeno fino al 2024". Secondo Roberto Giannangeli, direttore di Cna Umbria, le costruzioni, il manifatturiero e il turismo, che hanno subìto dal Covid i colpi più duri, dovranno essere anche i settori da cui ripartire. Anche Giannangeli punta l'attenzione sul superbonus 110% come strumento essenziale per rilanciare il comparto edilizia anche se - evidenzia - ci vorrebbe un ruolo chiave della Regione che sappia incanalare questo e altri strumentianche per una rigenerazione urbana e dei quartieri. A questoproposito è in programma una serie di incontri con gli assessori regionali Michele Fioroni, Enrico Melasecche e Paola Agabiti per affrontare insieme alcuni grandi temi come il risparmio energetico e la rigenerazione urbana, l'innovazione e la crescita dimensionale di tutte le imprese e, infine, la cultura del saper fare per migliorare il brand Umbria e attrarre maggiori flussi turistici.

Foto: Focus economia L'incontro in Cna per analizzare la situazione dell'Umbria. Da sinistra, il direttore Giannangeli, il presidente Cesca e l'economista Sacchi