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29/07/2020

Piccoli rifugiati crescono Un piano per chi compie 18 anni

Corriere della Sera - Buone Notizie - paolo foschini

Fondazioni
L'arrivo di sessantamila giovani non accompagnati dal 2015 a oggi Ma quando diventano maggiorenni non hanno più tutele Un budget di 5 milioni per dare loro istruzione, casa, inserimento Cruciale avere non soltanto un passaporto regolare ma anche scuola, lavoro, abitazione, una rete sociale contro la povertà educativa
Si calcola che siano circa 60mila: è il numero dei ragazzi arrivati in Italia da minorenni, accompagnati da nessuno, e diventati maggiorenni qui negli ultimi cinque anni. Ottomila solo l'anno scorso. La loro situazione, se era già complicata prima, negli ultimi anni lo è diventata ancora di più «grazie» alle ultime riforme: una per tutte (non l'unica) è che essendo stata cancellata la possibilità di chiedere protezione per motivi umanitari un ragazzo arrivato qui da solo ha diritto all'accoglienza finché resta minorenne, in quanto minorenne, ma appena compie diciotto anni può essere rispedito indietro. A meno che...

È questo il punto su cui vuole entrare in gioco la sfida di «Un domani possibile», ottavo bando dell'impresa sociale Con i Bambini che destina un budget di cinque milioni a progetti che favoriscano «l'inclusione e l'autonomia dei minori e dei giovani migranti arrivati soli nel nostro Paese». Il bando è realizzato in collaborazione con «Never Alone», iniziativa nata nell'ambito del programma europeo «Epim - European programme for integration and migration » con il sostegno di numerose Fondazioni italiane di origine bancaria. Obiettivo: creare percorsi che consentano ai ragazzi di conquistarsi un lavoro, un'abitazione, una rete solida di relazioni sociali.


Lo spirito del bando è quello di sollecitare, oltre a un impegno sul fronte in questione, una partecipazione intrecciata da parte di enti diversi tra loro ma complementari per competenze: la corsa è aperta infatti a partenariati composti da almeno quattro soggetti tra cui una organizzazione di Terzo settore in veste di responsabile o capofila, almeno un altro ente di Terzo settore con esperienza negli ambiti previsti dal bando; almeno un soggetto autorizzato allo svolgimento di attività di intermediazione al lavoro e almeno un partner pubblico il cui ruolo risulti funzionale al raggiungimento degli obiettivi previsti. Ma potranno partecipare alla cordata anche altre organizzazioni non profit, istituzioni, enti di formazione e della ricerca, imprese. Le proposte dovranno prevedere interventi in almeno due delle tre macroaree del Paese (Nord, Centro, Sud-Isole).


Secondo i dati del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, al 31 dicembre 2019 erano presenti in Italia 6.054 minori stranieri non accompagnati, ripartiti su quasi tutto il territorio ma concentrati prevalentemente in Sicilia (19,2 per cento), Lombardia (13,6), Friuli Venezia Giulia (11), Emilia-Romagna (10 per cento). Attualmente quasi il 62 per cento di loro ha 17 anni: sette punti percentuali in più rispetto a quanti erano i diciassettenni cinque anni fa, mentre gli under 15 sono oggi solo il 5 per cento o poco più.


Cosa vogliono dire questi dati? Una cosa prima di ogni altra: i minori stranieri non accompagnati presenti sul territorio italiano hanno una età sempre più alta. Conseguenza: hanno meno tempo per diventare «autonomi» prima di compiere 18 anni e quindi sperare, da quel momento in poi, di poter restare qui e completare un qualsiasi percorso di inserimento avviato da minorenni. Le norme diventate legge negli ultimi anni come si diceva o non aiutano, anzi. Con l'entrata in vigore della legge 132 del 2018, per esempio, uno straniero che compie 18 anni può aspirare a restare nel sistema di accoglienza italiano (Siproimi, ex Sprar) solo se vi era entrato già prima e solo se ha già in tasca il permesso amministrativo ufficiale fino al 21esimo anno di età. Ecco perché a quel punto diventa per lui cruciale non soltanto il possesso di un passaporto ma anche l'inserimento in un'attività lavorativa o di studio, la disponibilità di un'abitazione, una rete sociale solida come quelle cui si accennava in apertura. Tutte cose su cui la povertà educativa di partenza incide in modo determinante: il che è appunto il problema cui Con i bambini, anche con questo bando, intende rispondere.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

62

È questa

la percentuale dei 17enni

sul totale

dei minori

stranieri non accompagnati presenti oggi

in Italia

Abolita con le nuove norme la protezione per motivi umanitari, si ha diritto all'accoglienza come minori poi si rischia l'espulsione

55

La percentuale

dei 17enni cinque anni fa:

una età media

dei minori

in crescita significa meno tempo per l'inserimento

21

È l'età massima fino alla quale

è possibile

un permesso

per restare,

ma solo se si è

già inseriti in

un programma precedente

www.conibambini.org

Con i Bambini è una impresa sociale costituita per attuare i programmi

del Fondo contro la povertà educativa minorile