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29/01/2020

Piccoli negozi, la Regione apre all’Ascom «Li aiuteremo»

Il Gazzettino

L'assessore Marcato: «Il Veneto non ha i soldi di Bolzano ma nell'ultimo anno ha investito oltre 30 milioni di euro»
IL DIBATTITO
TREVISO «Fare paragoni con la provincia di Bolzano non è corretto: noi, la loro autonomia finanziaria, ce la sogniamo e la invidiamo. Però, per i negozi di prossimità, stiamo facendo moltissimo. Nel solo ultimo anno abbiamo stanziato 30 milioni di euro per i distretti commerciali e i piccoli negozi. Soldi veri, cash, a fondo perduto. Non prestiti da restituire». Roberto Marcato, assessore regionale alle Attività Produttive, non rimane insensibile all'appello lanciato dall'Ascom trevigiana a difesa delle piccole attività di prossimità, cuore pulsante del commercio soprattutto nei piccoli paesi e ne quartieri. Anzi, un po' si irrita: «Non ho visto lettere o inviti, ho appreso dai giornali - precisa - ma con me sfondano una porta aperta. Argomenti simili li ho affrontati anche con altre associazioni, ultima quella di Padova. Figuriamoci se non sono a disposizione per parlare anche dei problemi di Treviso. Ci mancherebbe altro». L'assessore quindi dà la piena disponibilità ad aprire un tavolo «su cui rovesciare tutti i problemi, cercando le soluzioni migliori».
RISORSE
La disponibilità, insomma, è massima. Ma bisogna fare un po' di conti. A Bolzano, la provincia autonoma distribuisce dai 9mila agli 11mila euro alle piccole attività, una vera manna dal cielo per chi rischia di finire strozzato dagli incassi che si riducono e gli obblighi verso il fisco che, invece, diventano sempre più pressanti: «Non dico che non si possa fare anche da noi - ribatte l'assessore - ma partiamo dal presupposto che, purtroppo, si tratta di due realtà profondamente diverse. Noi non abbiamo la disponibilità economica di una regione o una provincia autonoma, e questo è una paletto di cui tenere conto. Poi bisogna vedere come distribuiscono questi contributi: a chi, con che modalità, con quali vincoli si per quanto riguarda la legislazione italiana che europea, con quali obblighi. Però: parliamone. Vediamo che margini ci sono, studiamo le soluzioni più adatte per i nostri territori. Io sono più che disposto a un incontro per verificare ogni cosa».
SOSTEGNO
I piccoli negozi che chiudono restano un'emergenza che riguarda non solo Treviso. Negli ultimi giorni Marcato ha affrontato la questione a Venezia, dove gli esercizi chiudono anche con la valanga di visitatori in giro per le strade, segno che eventi e richiamo turistico da soli non bastano, e a Padova. E per stimolare i giovani ad aprire attività in grado di reggere l'urto, la Regione sta anche finanziando bandi che vanno a coprire buona parte delle spese iniziali. Per Marcato il piccolo commercio, i negozi di prossimità, rappresentano una spina dorsale da difendere a tutti i costi: «Il negozi di prossimità è fondamentale - ribadisce l'assessore - oltre a fornire un servizio ai cittadini, garantisce presidio, sicurezza e alimenta la socialità». Stessa visione dell'Ascom trevigiana. Il presidente provinciale Federico Capraro sono mesi che batte il tasto della valenza sociale del casoin sperando di smuovere le amministrazioni comunali. Un piccolo negozio che chiude è un grande dramma per un centro di dimensioni ridotte, ma anche per un quartiere: «Sono perfettamente d'accordo, la penso alla stessa maniera. E per difendere queste realtà abbiamo pensato ai distretti commerciali, ai fondi a disposizione di chi decide di intraprendere questo tipo d'impresa. A novembre, per la finanziaria del 2020, abbiamo già stanziato altri nove milioni di euro. Se poi i problemi sono anche altri, sediamo a un tavolo e discutiamo. Alla fine la soluzione più giusta, la si trova».
LA PROPOSTA
L'Ascom, attraverso i suoi vertici, è stata molto chiara su cosa si aspetta dagli amministratori: «a Politica deve sistematicamente garantire fondi strutturali per il sostegno dei servizi garantiti dai negozi di vicinato - ha ribadito Capraro nei giorni scorsi - occorre definire, sul piano economico e sociale, il modello del piccolo esercizio come presidio con valore di welfare. Porteremo in Confcommercio Veneto la richiesta di un tavolo tecnico per una proposta di legge regionale da indirizzare all'assessore Marcato.. In provincia di Treviso, solo il Comune capoluogo ha un bando che ogni anno stanzia un contributo per le nuove attività, ma occorre pensare ad una politica attiva e continuativa che sostenga queste imprese dal fondamentale valore sociale nei centri storici e nei centri minori in via di costante spopolamento».
Paolo Calia