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08/04/2020

«Piccole imprese, la ripresa passa per il loro sostegno»

Il Messaggero

L'INTERVENTO
PERUGIARipartire in sicurezza entro aprile si può e si deve, accompagnando anche le piccole imprese con misure anticicliche e a sostegno della loro liquidità. Sulla tenuta del sistema economico regionale, messo a dura prova dall'emergenza sanitaria, pone l'accento Cna Umbria secondo cui il rischio è veder sparire interi settori. «Le attività devono ripartire al più presto - sostiene il direttore Roberto Giannangeli e caso per caso, va trovato il modo per conciliare il lavoro col rispetto delle misure di sicurezza».
L'organizzazione torna quindi a lanciare l'allarme liquidità. «Va garantita anche alle imprese micro e piccole, il 95% dell'ossatura del sistema produttivo: le attività sono sospese, ma lo stesso non si può dire per gli impegni verso dipendenti e fornitori. Il rischio è veder sparire interi comparti, ma fa ben sperare la volontà del Governo di adottare misure che garantiscano linee di credito a tutte le imprese». Decisive saranno poi le misure per assecondare la ripartenza e rilanciare i vari settori, a partire dalle costruzioni. «Bisogna pensare a una sospensione del codice degli appalti e alla nomina di commissari straordinari per bypassare la burocrazia dove sono rimaste impantanate imprese e ricostruzione post-sisma», aggiunge Giannangeli. «Poi, andrebbero ampliati i crediti di imposta relativi agli eco e sisma bonus, trasformandoli magari in titoli cedibili al sistema bancario per incentivare tutte le opere di manutenzione da parte dei privati». Altro comparto su cui puntare, il turismo che col trasporto persone è stato quello a subire il primo blocco. «Per le famiglie che nel 2020 sceglieranno di trascorrere le vacanze in Italia, si potrebbe istituire un credito d'imposta del 50% per importi fino a 3mila euro. E poi, voucher per gli studenti che scelgono di fare stage o gita nel nostro Paese in estate». Quanto al manifatturiero, oltre a sostenere l'innovazione digitale tramite il piano Industria 4.0, per Cna sarà decisivo progettare «una grande campagna di rilancio del made in Italy rivolta verso Paesi non interessati dalla pandemia». «Aspettando di leggere il nuovo decreto, consideriamo positiva la sospensione delle imposte per aprile e maggio cui, però, va affiancata la riduzione dei tributi anche attraverso il Fondo svalutazione crediti dei Comuni». L'alternativa è vedere il sistema sgretolarsi. «In un Paese dove oltre il 60% dell'occupazione è garantito dalle piccole imprese conclude Giannangeli - a differenza della crisi 2008, oltre a un'altra moria di imprese, avremmo una chiusura generalizzata di comparti fondamentali e la perdita di migliaia di posti di lavoro».
Fa. Nu.