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24/08/2018

«Piccole imprese escluse dagli appalti pubblici: bisogna cambiare le regole»

Libero - FILIPPO MANFREDINI

Uno studio della Cna a due anni dalla riforma del Codice
La riforma degli appalti ha aperto il mercato pubblico alle piccole imprese, anzi lo ha ulteriormente ristretto, in contrasto con le richieste arrivate anche dall'Unione europea». È quanto afferma la Cna, Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa. E sottolinea: È inutile ricorrere a giri di parole: quando si tratta di appalti pubblici, le piccole imprese rimangono regolarmente a bocca asciutta perché i lotti messi a gara quasi sempre fuori dalla loro portata, di taglia troppo grossa per le loro possibilità». Sotto accusa, dunque, finisce la riforma del codice degli appalti aprovata due anni fa. Che mirava a meglio regolare l'aggiudicazione dei contratti di concessione e le procedure d'appalto degli enti erogatori. E che invece, secondo la Cna, ha avuto l'effetto di escludere di fatto dalla possibilità di lavorare le imprese con un fatturato medio o piccolo. In questo senso, uno studio realizzato dalla stessa Confederazione a due anni dalla riforma rileva sì «un aumento significativo del mercato degli appalti, cresciuto del 36,2 per cento tra il 2016 e il 2017. Ma, nel contempo, anche un sensibile incremento dell'importo del lotto medio, salito abbondantemente sopra il milione». E dunque, «anche se il nuovo Codice incoraggia le stazioni appaltanti a suddividere in lotti i grandi appalti, in modo che l'entità dei singoli contratti corrisponda meglio alle capacità dell'impresa tipo italiana, tra i requisiti per la partecipazione a un appalto rientra anche il fatturato. Di solito viene richiesto il doppio del valore dell'appalto, vale a dire, in media, due milioni e più. Un requisito - conclude il comunicato della Cna - che oltre il 95% delle nostre imprese non possiede». 1 rappresentanti di artigiani e piccole e medie imprese rimarcano che «se il numero di stazioni appaltanti va ridotto, questa misura dev'essere integrata con strumenti che permettano alle piccole imprese di un territorio di partecipare alle gare indette nella loro area». Ragion per cui la Cna «al governo e al parlamento di intervenire con rapidità per porre rimedio a una situazione che sta mettendo fuori mercato le piccole imprese ». D'altro canto, recentemente anche Ance (Associazione costruttori edili) e Anci (Associazione dei Comuni) hanno chiesto di rivedere il Codice, in modo da semplificare norme e procedure che «costituiscono un freno per il rilancio delle infrastrutture e di tutte le opere piccole e medie di cui il Paese ha bisogno per tornare a crescere ».

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