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03/10/2020

Piazzone, benzina sul fuoco del ricorso al Tar

QN - La Nazione

di Beppe Nelli VIAREGGIO Parte un nuovo ricorso contro il project financing del Piazzone o, per la precisione tecnica, arrivano motivi aggiunti al ricorso per l'annullamento al Tar degli atti relativi, presentati dall'avvocato Alessandro Del Dotto per conto di 22 commercianti concessionari del Comune. Del Dotto infatti impugna anche la determina dirigenziale che ha approvato il bando europeo per la selezione del soggetto attuatore del project, e il bando stesso. E anche stavolta non ha chiesto al Tar la sospensiva: una mossa che mette nell'incertezza, fino al giudizio di merito, sia il Comune che il proponente dell'operazione, la Genimm Srl di Seravezza. L'accoglimento o il rigetto della sospensiva avrebbe indicato la possibile interpretazione del Tar sul merito. Ma così non sarà, ed entro il 28 ottobre dovranno essere presentate le offerte della gara. Dalla quale il proponente non può ritirarsi, salvo pagare una penale, a differenza di quel che accadeva in passato coi project. Il nuovo codice degli appalti (Dlgs 50/2016) infatti prevede all'articolo 93 che il proponente di un project financing presenti anche una garanzia del 2% sulla massa dei lavori da fare che in questo caso valgono a 6,5 milioni. E' la garanzia di partecipazione alla procedura per assicurare la serietà dell'offerta. Il 2% vale 130 mila euro: se Genimm non presenta offerte li perde, se il giudice annulla gli atti il Comune li deve rendere al privato aggiudicatario. Ci sono ulteriori complicazioni per il Comune contenute nel ricorso dei concessionari, ma andiamo per ordine. Il bando è stato pubblicato anche sulla Gazzetta dell'Unione europea perché l'importo movimentato dall'operazione, inclusi i ricavi generali lordi, è pari a 48 milioni di euro in 40 anni, quindi sopra la soglia europea dei 5 milioni. Se alla gara partecipassero altri soggetti, e vincesse uno diverso dal proponente, Genimm potrebbe vantare la prelazione quale proponente ma dovrebbe pagare le spese di progettazione del piano giudicato migliore al vincitore stesso, diventando aggiudicataria. Ma Genimm stessa ha avuto spese di progettazione e istruzione della propria proposta, e queste costituiscono il rischio d'impresa insieme alla garanzia del 2% rispetto alla possibilità di annullamento della gara da parte del Tar. Il ricorso originario si basa sulla presunta carenza di istruttoria che, secondo l'avvocato Del Dotto, graverebbe sulla delibera approvata dal consiglio comunale per l'approvazione della proposta Genimm da mettere a gara. Mancherebbero, secondo i ricorrenti, il piano finanziario e altri atti previsti dalle norme amministrative. E' bene ricordare che il Tar si basa sul rispetto delle procedure, non su valori opinabili di morale e equità. Ma ecco altri elementi: non si sa se la Soprintendenza, cui non è stato chiesto un nulla osta preventivo, approverà la chiusura a vetro dei loggiati del mercato, vincolati. Genimm s'è garantita contro un'eventuale modifica del proprio progetto con la clausola che prevede, in caso di modifica del progetto, dei meccanismi di riequilibrio come l'allungamento della concessione oltre i 40 anni. Inoltre il ricorso contesta anche il trasferimento del parcheggio del Gasometro dalla Mover al vincitore del project financing. La tesi è che il parcheggio, conferito dal Comune al capitale Mover al momento della scelta del socio privato e gestore dei parcheggi, modifica l'oggetto sociale di Mover senza che per questo sia stata fatta una nuova gara relativa alla «nuova» Mover senza gasometro. L'interesse legittimo dei 22 concessionari del mercato ad adire in giudizio non sembra contestabile: il bando prevede che il privato deciderà quali tipologie commerciali ammettere al Piazzone, e fisserà autonomamente i canoni di locazione. Modifiche unilaterali determinanti dei contratti in essere, e del futuro di molti esercenti. La giunta Del Ghingaro però ha fatto vedere a tutti, in cinque anni, come certi giudizi frettolosamente dati per scontati diventino altro nelle sentenze, e come queste possano essere ribaltate al Consiglio di Stato. Ma i lunghi tempi di giudizio sono compatibili con l'aggiudicazione del project-financing e il suo avvio? Del Dotto, professore all'Università di Pisa, è anche sindaco di Camaiore da sempre in conflitto politico con Giorgio Del Ghingaro. E' autore del ricorso al Tar contro il regolamento urbanistico che ha fatto le prime previsioni sull'asse di penetrazione. E come sindaco ha una lite giudiziaria civile aperta con Sea Ambiente. Il confine tra i due Comuni lungo la Fossa dell'Abate sembra la cortina di ferro in mezzo all'Europa di 30 anni fa. Nella foto il rendering © RIPRODUZIONE RISERVATA