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01/02/2020

Piazza Risorgimento e terminal bus il sindaco: «Dilaga la disinformazione»

Il Mattino

LA POLEMICA
«In questi ultimi giorni si registra una vera e propria campagna di disinformazione in merito al Programma periferie, e in particolare sulla proposta progettuale di quest'amministrazione riguardante l'area di piazza Risorgimento». Il sindaco Clemente Mastella riscontra alcune prese di posizione tendenti a far restare l'area un parcheggio piuttosto che la piazza disegnata e proposta dall'architetto Piccinato negli anni '30. «Sembra ovvio dice -, che la delocalizzazione è oggi tanto più necessaria in relazione alla realizzazione della linea ferroviaria alta capacità/velocità Napoli-Bari».
L'HUB
Il terminal bus extraurbani alla stazione centrale «infatti assolverà la funzione di hub per l'intera provincia, determinando l'efficienza e l'utilità della stessa stazione in relazione al traffico dei viaggiatori in numero tale da garantire nel tempo un numero adeguato di treni che si fermeranno a Benevento». Il sindaco ricorda che l'amministrazione ha proposto ed ottenuto il finanziamento «affinché piazza Risorgimento ritorni a svolgere la funzione urbana di piazza e non di parcheggio», e nell'area dell'ex campetto La Salle «si realizzi, con finanza di progetto, un parcheggio multipiano in grado di accogliere un numero doppio di auto rispetto a piazza Risorgimento». Un parcheggio che «soddisferà non solo gli uffici, le scuole e il mercato rionale (...) ma anche le attività commerciali e i residenti del centro storico».
Sarà prevista comunque nell'area di piazza Risorgimento una fermata degli autobus extraurbani che servirà le scuole e gli uffici. Ma poi gli autobus extraurbani stazioneranno nel terminal, «che con lo stesso Programma, verrà realizzato accanto alla stazione ferroviaria centrale in modo da realizzare la intermodalità dei trasporti pubblici, cioè connettere il traffico su gomma e su ferro, come avviene in tutte le città del mondo!». L'intervento, ricorda infine il sindaco, «comprende anche un immobile destinato ad un numero limitato di residenze, a scuole/ uffici pubblici e in minima parte a servizi privati tale da realizzare l'integrazione di funzioni. Le volumetrie rispettano quelle previste dal Puc e non si comprende perché si sia gridato alla speculazione immobiliare. Il progetto, secondo la legge sugli appalti pubblici vigente, è stato proposto da una società di costruzioni privata; ad oggi ne è solo il promotore. Tramite bando ad evidenza pubblica si determinerà il vincitore. Tutto secondo legge vigente. Infine, si badi, che l'intera opera ritornerà dopo trent'anni nella piena proprietà del Comune».
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