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17/09/2020

Piazza Petazzi contesa fra i baristi e i residenti

QN - Il Giorno

SESTO SAN GIOVANNI di Laura Lana Da un lato ci sono i bar che cercano di resistere - prima alla crisi e poi al post Covid - e che hanno sfruttato ogni possibilità con i dehor esterni, anche «sconfinando» su piazze, spartitraffico, posteggi. Dall'altro lato ci sono le attività che, invece, chiudono la saracinesca per sempre. In mezzo, i residenti che si dicono esasperati fin dall'avvio delle misure a favore del commercio, lamentando rumori molesti fino a tarda notte e assembramenti. Tanto che, già ai primi tavolini esterni, c'era chi minacciava di presentare un esposto. Luci e ombre del centro storico e, in particolare, di piazza Petazzi, che dopo il lockdown si è riempita dei frequentatori di bar e pub che hanno avuto la possibilità di estendersi senza pagare occupazione di suolo pubblico, come consentito dal Governo, fino a ottobre. Un modo per far recuperare agli esercenti i mesi persi con lo stop delle attività e per animare le piazze della città e gli assi principali. Nonostante ciò piazza Petazzi vede la prima chiusura dell'estate, quella dell'edicola proprio al centro dell'area pedonale, davanti alla basilica Santo Stefano, una delle poche rivendite di giornali e riviste che era sopravvissuta a Sesto. Una serrata che molti hanno visto come il simbolo di un commercio sempre più in difficoltà e di un crollo ormai continuo, iniziato anni fa dalla zona attorno a piazza Trento e Trieste e diventato inarrestabile anche negli altri quartieri. Da parte sua, il Comune invita gli esercenti a partecipare al bando regionale, che mette a disposizione 100mila euro a fondo perduto. «Il bando scade il 30 settembre e facciamo appello alla massima adesione - spiega l'assessore al Commercio e al Marketing territoriale Maurizio Torresani -. Anche chi ha sostenuto già spese, ad esempio per la sanificazione o la ridefinizione degli spazi, può partecipare, presentando rendicontazione». Il bando si rivolge soltanto alle botteghe che rientrano nel Distretto urbano del commercio. «Era stato istituito nel 2010 e già ne avevamo aumentato il perimetro, iniziando una collaborazione insieme alla Consulta del commercio e alla Confcommercio», ricorda l'assessore. Oltre ai contributi singoli per il ristoro delle spese sostenute o da sostenere da parte dei singoli negozianti, l'idea è costruire una partnership pubblico/privato. «Stiamo pensando a una piattaforma unica, che possa funzionare come vetrina multimediale, ma non solo - anticipa Torresani -. Da lì si potrebbe implementare con un e-commerce e con la consegna a domicilio». © RIPRODUZIONE RISERVATA