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24/07/2018

Piazza degli Artisti

Il Mattino

IL CASO
Giuseppe Crimaldi
I parcheggi della discordia finiscono in Procura. Sulla realizzazione di circa 800 box interrati da costruire al Vomero, nella zona compresa tra piazza degli Artisti e l'area del mercatino di Antignano, adesso indagano sia la Procura della Repubblica di Napoli che l'Autorità nazionale anticorruzione. Un atto dovuto, dal momento che i due organismi sono stati investiti da altrettanti esposti firmati da residenti e aderenti ad alcune associazioni e a comitati civici che si oppongono alla realizzazione del progetto.
I DUBBI
A presentare il ricorso sono varie associazioni: dal Wwf al Comitato San Martino, a finire alle associazioni «Mascagna», «De Bustis», «Napoli Libera», e «Campagna per l'abitare». I ricorrenti chiedono di valutare «la sussistenza di eventuali profili penalmente rilevanti in relazione ai fatti dedotti». La vicenda ha radici antiche, che risalgono al periodo in cui era sindaco Rosa Russo Iervolino, che con ordinanza numero 3566 del 2007 delegò per l'emergenza traffico e viabilità un sub-commissario, che avrebbe dovuto attuare il decreto ministeriale che prevedeva la realizzazione di parcheggi urbani. «In ottemperanza all'avviso pubblico le nuove proposte di parcheggio presentate entro il termine del 31 ottobre 2008 annullavano quelle precedentemente proposte (le 76 del Piano urbano parcheggi). Eppure il 16 ottobre 2008, ossia ben 15 giorni prima della scadenza dell'avviso pubblico - sostengono i responsabili dei comitati civici e delle associazioni ambientaliste - al Comune si tenne una Conferenza dei servizi per presentare cinque progetti su altrettante piazze del Vomero e Arenella, tutte facenti capo ad un unico imprenditore: il titolare della Società Cooperativa Edilizia Napoli 2000 srl». «Com'è possibile - si chiedono i sottoscrittori dell'esposto - che la stessa cooperativa presenti cinque progetti in altrettanti luoghi diversi per migliaia di posti auto e per un volume di affari valutabile in oltre 100 milioni di euro? E perché la Conferenza dei servizi si svolse 15 giorni prima dell'avviso pubblico?».
IL PRECEDENTE
La vicenda, in realtà, è complessa. Perché, dopo un precedente esposto in Procura e al Tar da parte di alcuni progettisti ed imprese, «tra i proponenti 76 progetti di parcheggi previsti dal Piano urbano parcheggi, venivano escluse tutte le proposte presentate dalla Società Cooperativa Edilizia Napoli 2000 perché coincidenti con precedenti progetti già presentati. In un solo caso, quello del progetto che riguarda piazza degli Artisti, però le cose sono andate diversamente».
AUMENTO DEI POSTI
«Nel 2009 - si legge ancora - la Società Napoli 2000 presenta il progetto che prevede la realizzazione di 333 posti auto pertinenziali. Poco dopo - nel giugno dell'anno successivo - la stessa cooperativa integra il progetto, triplicando il numero dei posti auto: per un totale di 710 posti oltre ad altri 150 a rotazione più ulteriori 86 posti destinati a moto e scooter per quattro piani interrati e per una superficie di 1,5 ettari per ognuno». Dunque emergerebbe un sospetto: sono state aumentate le volumetrie degli spazi. Da 333 posti auto e moto, si sarebbe passati a 860 box auto più 86 posti moto. Ovviamente ipotesi tutta da verificare.
LA LEGGE
Va ricordato che - ai sensi del codice degli appalti - il progetto di opera pubblica deve essere articolato in tre fasi: progetto preliminare, definitivo ed esecutivo. «Nel nostro caso - concludono i ricorrenti - è stato bypassato il preliminare del nuovo e più consistente progetto, ritenendo valida l'approvazione del preliminare del 31 dicembre 2009, che prevedeva solo 333 box interrati». La parola adesso passa ai pm.
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