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30/10/2018

Piante di un secolo fa e senza cure

Corriere della Sera - Lorenzo Salvia

la manutenzione che manca nelle nostre città
Vento forte e pioggia, ma non solo. Dietro alla morte seminata in tutta
Italia dai vecchi alberi crollati sotto i colpi del maltempo si nasconde un patrimonio verde (12 miliardi di esemplari) abbandonato che ha bisogno di essere monitorato e censito, curato e potato. Ma spesso i comuni non
hanno sufficienti risorse economiche per fare tutto questo. a pagina 5

ROMA Il vento forte e le piogge, certo. Ma c'è anche altro dietro il gran numero di alberi caduti in queste ore. Le nostre piante, proprio come noi, invecchiano e questo le rende sempre più fragili. Platani e olmi, molto diffusi lungo i viali delle città, hanno spesso raggiunto la soglia non solo simbolica dei 100 anni. Sono a rischio, e avrebbero bisogno di quella che in termini tecnici viene chiamata manutenzione del verde verticale. Una regolare potatura, il monitoraggio dei fusti a rischio, l'abbattimento in casi estremi. E qui, dopo l'età che avanza, arriviamo al secondo problema: spesso i Comuni non hanno i soldi necessari per fare tutto questo, oppure preferiscono usarli per altri scopi, magari più appariscenti. Oltre all'età, avanza anche l'incuria. Fino al caso di Roma dove, tra uno stop e l'altro, la manutenzione è ferma praticamente da tre anni.


Un patrimonio che invecchia

In Italia ci sono circa 12 miliardi di alberi. La stragrande maggioranza è fuori dei centri urbani. Alcuni castagneti arrivano a superare anche i 500 anni di età, per non parlare degli ulivi secolari. Nelle città, però, ci sono soprattutto platani, olmi e pini domestici, quelli che spaccano l'asfalto con le radici che vengono su. In molti casi sono stati piantati a cavallo dell'inizio del secolo scorso. «Hanno superato la soglia dei 100 anni d'età e quindi la loro stabilità meccanica è a rischio», dice Mauro Agnoletti, professore di Pianificazione del paesaggio all'Università di Firenze. I tronchi si deteriorano, proprio come il cemento dei ponti. E anche qui la tecnologia aiuta. Ci sono macchinari che consentono di fare un check up in tempo reale sulla stabilità delle piante: sia sulle «carie», il buco dentro un tronco apparentemente sano, sia sulla sua resistenza complessiva. Ma usare queste apparecchiature costa: a spanne sui 50 euro per pianta. Non tutti i Comuni ce la fanno.


Il no agli abbattimenti

In alcune città, tra queste Firenze, si è deciso di abbattere le vecchie piante monumentali che avevano superato i 100 anni. E sostituirle con piante della stessa specie ma più piccole e con l'idea di non lasciarle crescere così tanto. Oppure con piante diverse, che crescono meno e hanno una manutenzione più semplice. In molti casi viene scelto il bagolaro, chiamato in modo diverso a seconda della zona d'Italia. «Spesso si tratta di operazioni necessarie - dice il professor Agnoletti - ma è chiaro che questo vuol dire cambiare il paesaggio». Oltre che scontrarsi con i residenti che - a volte a torto, altre a ragione - quasi sempre sono contrari agli abbattimenti.


Il caso Roma

La Capitale è stata tra le città dove l'emergenza alberi si è fatta sentire di più in queste ore. E in realtà è sbagliato chiamarla emergenza perché il problema si trascina da tempo. Qui non c'è solo il problema degli alberi che invecchiano e dei pochi soldi a disposizione del Comune per fare quello che bisogna fare. Ma anche il fatto che l'appalto per la manutenzione del verde è fermo quasi da tre anni. La sindaca Virginia Raggi ha detto più volte che a Roma il verde era «gestito con appalti malati» e in effetti proprio questo è stato uno dei capitoli più importanti dell'inchiesta Mafia capitale. Lo stop agli «appalti malati» ha fatto scendere il numero degli operatori del servizio giardini del Comune da 1.200 a circa 200, tenendo solo gli interni e cancellando quelli delle cooperative. Ma il guaio è che, almeno per il momento, gli «appalti malati» non sono stati sostituiti con nuovi appalti «sani». I soldi ci sono e da parecchio tempo. Cinque milioni di euro stanziati alla fine del 2015 per il Giubileo fuori programma deciso da Papa Francesco.


Una gara lunga tre anni

A tre anni di distanza quei soldi - che dovrebbero servire alla potatura degli alberi, ad abbattere quelli a rischio e sostituirli con piante, uguali o diverse, ma comunque sane - non sono però stati spesi. Prima il Comune ha faticato a trovare dirigenti che accettassero di far parte delle commissioni di gara, perché il rischio di finire sotto inchiesta era ed è considerato altissimo - a suo tempo era stato il direttore generale Franco Giampaoletti a parlare di «frequente rinuncia alla nomina con motivazioni che spesso sconfinano nell'arbitrario» - poi il bando è partito, ad aprile dell'anno scorso, ma è stato fermato dall'Anac, l'Autorità anticorruzione guidata da Raffaele Cantone. I finanzieri dell'unità operativa speciale avevano scoperto che un dirigente aveva modificato a mano alcuni documenti. La gara è stata ripetuta e a breve si dovrebbe arrivare all'apertura delle buste con le offerte. Nel frattempo tre milioni sono stati stanziati per fare il censimento degli alberi. Resta il problema. Come sanno gli agricoltori, e anche chi si accontenta di due vasi di coccio sul terrazzino, la potatura delle piante grandi va fatta durante la stagione fredda. Di inverni ne sono già passati tre da quel 2015. Ce la faremo stavolta o si continuerà a chiudere le scuole per vento forte?


Lorenzo Salvia

© RIPRODUZIONE RISERVATA

La situazione 1.200 Gli operatori attivi fino a 3 anni fa a Roma per il servizio giardini del Comune LA CURA DEL VERDE A ROMA GLI ALBERI IN ITALIA Fonti: Corpo Forestale dello Stato, Ecosistema urbano 2018 Corriere della Sera Le 15 città con il maggior numero di alberi (piante/100 abitanti) Modena Brescia Arezzo Pesaro Milano Rimini Mantova Perugia Pordenone Grosseto Cuneo Ravenna Massa Gorizia Vercelli 1a 2a 3a 4a 5a 6a 7a 8a 9a 10a 11a 12a 13a 14a 15a 55a 0 20 40 60 80 100 120 I soldi stanziati e non spesi per lo stop all'appalto per la manutenzione del verde 5 milioni di euro 108 64 40 35 34 33 32 29 29 28 28 27 26 26 25 Roma 11 200 Gli operatori oggi

Le regole

per curare

il verde

urbano

Potatura

La potatura,
in linea
di massima,
va fatta ogni anno. Gli alberi più giovani vanno potati tra primavera ed estate. Quelli più vecchi vanno potati durante l'inverno

Esame

della stabilità

Gli alberi
più anziani andrebbero sottoposti periodicamen-te ad un esame della stabilità. Ci sono apparecchia-ture che consentono
di accertare anche
la presenza di «carie», i buchi all'interno
del tronco

Abbattimento e sostituzione

Se necessario, l'albero
a rischio
va abbattuto. Può essere sostituito
con una pianta uguale per conservare il paesaggio, che in ogni caso viene alterato per la diversa età ed altezza del fusto

Censimento

del verde

Sarebbe necessario avere un censimento completo degli alberi nelle aree urbane con la loro età e lo stato
di salute. Con l'obiettivo, successiva-mente, di programmare la loro progressiva sostituzione


Foto:

Sulle abitazioni Un albero caduto rovinosamente su una terrazza di un palazzo del centro di Roma a causa dell'ondata di maltempo che ha colpito la Capitale (Ansa/Angelo Carconi)

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