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08/05/2020

Piano degli artigiani per salvare il settore

Il Sole 24 Ore - Enrico Netti

CONFARTIGIANATO
Richieste al Premier Conte sette misure: spostare subito le scadenze fiscali A marzo 37,7 miliardi di ricavi in meno (-57%), crollo del 71% in aprile
In ginocchio, dopo due mesi di lockdown, gli artigiani presentano al Governo un pacchetto con sette misure emergenziali dettate dalla necessità di mettere in sicurezza le attività e gettare le basi della ripartenza. È quello che ieri pomeriggio i vertici di Confartigianato hanno presentato in una videoconferenza di quasi due ore, insieme ai presidenti delle associazioni dell'artigianato e del commercio, al premier Conte e ai ministri Gualtieri, Patuanelli e Catalfo.

«Sono moderatamente fiducioso. Spero arrivi la liquidità attesa e passi l'uso della proporzionalità », commenta Giorgio Merletti, presidente di Confartigianato, riferendosi alla prima richiesta avanzata al Governo: che l'intervento di ristoro a fondo perduto per le microimprese sia modulato in funzione della quota di fatturato perso e non in un importo uguale per tutti. «Un aiuto per evidenziare in modo certo il crollo dei ricavi arriva dalla fatturazione elettronica», aggiunge Cesare Fumagalli, segretario generale di Confartigianato. Secondo le rilevazioni dell'associazione, a marzo il fatturato è sceso del 57%, ovvero 37,7 miliardi in meno, mentre ad aprile si arriva al 71% (si veda IlSole24Ore del 30 aprile).

Le altre misure richieste comprendono lo spostamento delle scadenze fiscali almeno alla fine di settembre con una rateizzazione a 12 mesi, attualmente sono previste cinque rate, contro il termine oggi fissato a giugno. Viene chiesta inoltre più flessibilità per le perdite di bilancio 2020 con la possibilità di incrementare la percentuale di perdita oltre all'introduzione del "carry back" per la loro compensazione con l'anno precedente e lo stop dello split payment con cui lo Stato trattiene l'Iva togliendo liquidità alle imprese. Analogamente si chiede la compensazione diretta e universale per debiti e crediti, la sospensione del codice degli appalti preferendo il mantenimento di quello europeo, per finire con la richiesta di favorire l'assegnazione diretta per i lavori pubblici il cui importo arriva fino a 150mila euro.

Gli artigiani chiedono così misure concrete perché finora non hanno visto molta liquidità. «Il nostro osservatorio sui prestiti garantiti dallo Stato evidenzia che finora sono accolte meno un terzo delle domande presentate e di queste solo la metà ha ottenuto i fondi dalle banche, gli artigiani con i rating migliori», aggiunge Fumagalli.

A sostegno degli associati, Confartigianato ha anche attivato il Fondo di solidarietà bilaterale artigiani (Fsba), in pratica la cassa d'integrazione per i dipendenti di queste microimprese, con uno stanziamento di cento milioni ad oggi già erogati. «Per questo fondo è anche stato chiesto il rifinanziamento di un miliardo - sottolinea Fumagalli - incluso nei 14 miliardi destinati al rifinanziamento degli ammortizzatori sociali per altre nove settimane».

Nel corso della videoconferenza, il presidente Merletti racconta «di avere involontariamente suggerito al ministro Patuanelli di riaprire il 18 maggio perché, per esempio, le attività per la cura della persona come parrucchieri, estetiste e barbieri hanno rigorosi codici di autoregolamentazione e la base ha voglia, necessità di lavorare».

Le amministrazioni locali fanno proprie questa esigenza. È il caso del Trentino-Alto Adige, dove il consiglio provinciale pensa di fare approvare un disegno di legge che permetterà l'apertura di bar, ristoranti, estetisti e parrucchieri il 18 maggio. In Abruzzo la stessa data è già stata fissata dopo una ordinanza di Marco Marsilio, presidente della Regione, e viene permessa la manutenzione di camper e roulotte. Aperture anticipate anche a Nuoro seguendo le indicazioni della Regione.

Anche le aziende che vendono prodotti agli artigiani, in questo caso barbieri e parrucchieri, spingono per l'apertura anticipata. È il caso di Giuseppe Gennero, ad di Wella Italia, che si è confrontato telefonicamente con Francesco Boccia, ministro per gli Affari regionali. «Il ministro ha confermato il suo impegno per cercare di riaprire in tempi rapidi queste attività il prima possibile - spiega Gennero - assicurando la salute di clienti e operatori e cercando al tempo stesso di evitare l'espandersi della piaga dell'abusivismo».

Anche Merletti è certo che l'apertura anticipata servirà a combattare la concorrenza sleale degli abusivi e confida che il Covid non venga considerato come una malattia professionale o un infortunio sul lavoro.

Per quanto riguarda le attività che hanno già aperto, come quelle legate all'edilizia, il presidente ricorda che finora si fanno interventi "minori", legati ai bonus fiscali mentre mancano quelle grandi opere che hanno un effetto volano sul sistema Paese.

enrico.netti@ilsole24ore.com

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