scarica l'app
MENU
Chiudi
11/06/2020

Piano Colao, non piace a Pd-M5S Il premier: è solo un contributo

Il Messaggero - Alberto Gentili

ILRETROSCENA
Conte frena sul lavoro della task force: condoni e precari, il no del Movimento Critici anche dem e Leu: «Ora decide la politica». Renzi invece: ottimo lavoro APPLAUDE SOLO SALVINI. PALAZZO CHIGI: IL GOVERNO NON PUÒ DELEGARE IL PIANO DI RINASCITA, MA ALCUNI PUNTI SARANNO RECEPITI
ROMA «Colao è stato scaricato quando la sceneggiata delle task force è finita». La sintesi brutale è di Carlo Calenda. Il leader di "Azione" non è lontano dal vero. Il giorno dopo che Vittorio Colao ha diffuso il suo piano con 102 proposte per la Fase 3, l'ex ad di Vodafone raccoglie ben pochi consensi nel governo. Certo, c'è Italia viva di Matteo Renzi che plaude al lavoro dell'amico, ma il più convinto sostenitore di scopre Matteo Salvini: «Molte delle sue proposte sono simili a quelle che avevamo presentato noi, il premier lo ascolti». Un invito che difficilmente verrà accolto da Giuseppe Conte. Il premier avrebbe voluto tenere riservato il piano di Colao per evitare che conquistasse le luci della ribalta e già l'altra sera, parlando con i capi delegazione rosso-gialli, ha derubricato le proposte della task force a «contributo utile, una base di lavoro per arricchire il piano del governo per la ripartenza del Paese». Niente di più. E da palazzo Chigi aggiungono: «Alcune proposte di Colao verranno recepite, ma il governo non può delegare le scelte. E' la politica che deve decidere e fissare gli obiettivi». Una linea in cui si ritrovano anche M5S, Pd e Leu. Tant'è che Anna Maria Bernini, capogruppo forzista in Senato, parla di «tiro a bersaglio». Diverse fonti accreditano inoltre la tesi in base alla quale Conte non intenda fare tesoro delle proposte di Colao per non far passare in secondo piano le ricette che illustrerà da venerdì agli "Stati generali dell'economia". E perché teme, copione consolidato e consumato, la reazione dei 5Stelle. Tra le 102 ricette di Colao ce ne sono infatti diverse che fanno venire l'orticaria ai grillini: la deroga, per ampliare i contratti a termine, al decreto Dignità voluto da Luigi Di Maio; il condono per il lavoro in nero e i redditi non dichiarati; la proroga delle concessioni, Autostrade incluse; il divieto per Comuni e Regioni di opporsi alle opere pubbliche strategiche; l'eliminazione del codice degli appalti e dei limiti di spesa con il contante. Tant'è, che la viceministra grillina Laura Castelli mette a verbale: «C'è bisogno di un confronto politico, c'è un problema di evasione e va risolto». E il ministro Federico D'Incà, anche lui pentastellato, avverte: «Bisogna stare attenti a parlare di sanatorie». Niente applausi a Colao neppure dal Pd, anche se dal ministero dell'Economia guidato dal dem Roberto Gualtieri si fa sapere che «verranno adottate diverse proposte». Il capogruppo alla Camera, Graziano Delrio, al pari di Conte derubrica il piano della task force a «contributo alla discussione per la ripresa». E aggiunge: «La nuova fase richiede un cambio di passo, una svolta nel governo. Ho cominciato a leggere il piano Colao, alcune cose mi convincono, altre meno. La cosa che non mi convince per nulla è il fatto che l'Italia non può sempre far finta che non sia successo nulla. Ad esempio l'edilizia scolastica: nel 2013, quando partì il governo Renzi, aveva 200, 300 milioni, adesso ha a disposizione quasi 9 miliardi. Perché alcuni Comuni, alcune Regioni, sono riuscite a realizzare i piani a altre no? Dobbiamo andare nello specifico per capire cosa non è andato in passato e perché». Sulla stessa linea il ministro per il Sud, Beppe Provenzano: «Nel rapporto della task force ci sono cose che mi piacciono altre che mi convincono molto meno. Mi piace la parte sullo sviluppo sostenibile. Quello che manca, ad esempio, è il tema delle aree interne». Di diverso avviso è il capogruppo in Senato, Andrea Marcucci, che parla di «piano molto interessante, capace di superare le arretratezze del Paese». Ma al pari degli altri dem e di Conte l'ex renziano corre a precisare: «Ora la decisione passa alla politica». RENZIFUORI DAL CORO Chi elogia, senza ma e senza se, il lavoro dell'ex ad di Vodafone è Italia Viva che apprezza che Colao abbia inserito tra le sue proposte il «piano choc per sbloccare le opere pubbliche». Maria Elena Boschi, capo delegazione renziana, afferma: «Molto bene, il piano va nella giusta direzione. Adesso passiamo dalle parole ai fatti, non possiamo perdere neppure un secondo». E il coordinatore Ettore Rosato si spinge a consigliare di «non fare» gli Stati generali dell'economia voluti da Conte: «Ora c'è il piano Colao». Della serie: basta quello. E non è il caso «di perdere tempo in riti, abbiamo bisogno di cose concrete». Una stroncatura senza appello arriva da Leu. «Nel piano di Colao prevalgono ricette vecchie, che piacciono a Confindustria e che vengono sperimentate da 30 anni a danno del 99% dei cittadini. Il governo le lasci nel cassetto», tuona il portavoce Nicola Fratoianni. E i capogruppo di Camera e Senato, Federico Fornaro e Loredana De Petris si associazione: «Il comitato coordinato da Colao ha fornito contributi progettuali utili e altri francamente poco condivisibili, come i condoni e la svendita del patrimonio pubblico. Siamo fiduciosi che dagli Stati generali dell'economia potranno uscire altri spunti per la lotta alle diseguaglianze, la giustizia sociale e il contrasto allo svilimento del lavoro».

L'azione del governo

14

14

130

Decreti, DPCM e principali contenuti Decreti legge adottati dal governo Decreto Rilancio Decreto Fase 2 Decreto studi Epidemiologici Codiv-19 Decreto Scuola Decreto Liquidità Decreto Elezioni Decreto Carceri Decreto attuazione misure Covid-19 DPCM e dm approvati Riaperture Fase 2 Fase 2 fino al 18 maggio Proroga del lockdown Chiusura delle scuole Trasferimento di 4,3 miliardi ai Comuni Sospensione dei termini e degli adempimenti degli obblighi tributari Limitazioni delle attività in Italia Chiusura totale fino al 3 maggio Principali ordinanze e direttive collegate ai DPCM Linee guida per la riapertura delle attività economiche e produttive Nomina del Commissario straordinario Rientro degli studenti dalle aree a rischio salute Utilizzo di dispositivi di protezione individuale Controlli relativi a limitazioni degli spostamenti Ricetta elettronica Prezzo delle mascherine fissato a massimo 0,50 euro Sicurezza sui trasporti FONTE: NOMOS Centro Studi Parlamentari, aggiornato all'8 giugno L'Ego-Hub

La strategia di rilancio del piano di Colao

1

6

2

5

4

3

I sei temi principali Individui e Famiglie, in una società più inclusiva ed equa Istruzione, Ricerca e Competenze fattori chiave per lo sviluppo P.A. alleata di cittadini e imprese D i g i t a l i z z a z i o n e e i n n o v a z i o n e R i v o l u z i o n e v e r d e Un'Italia più forte, resiliente ed equa P a r i t à d i g e n e r e e i n c l u s i o n e Imprese e Lavoro, motore dell'economia Infrastrutture e Ambiente, volano del rilancio Turismo, Arte e Cultura, brand del paese L'Ego-Hub

Il comitato di Vittorio Colao

Membri nominati dal premier Elisabetta CAMUSSI Psicologia sociale Filomena MAGGINO Docente Statistica sociale Mariana MAZZUCATO University College, Londra Marina CALLONI Flosofia politica e sociale Raffaella SADUN Har vard Business School Maurizia IACHINO Dirigente d'azienda Linda Laura SABBADINI Direttrice centrale Istat Enrica AMATURO Docente di sociologia Donatella BIANCHI Presidente del Wwf Italia Enrico MORETTI Economia (Berkeley) Stefano SIMONTACCHI Pres.te Fondazione Buzzi Vittorio COL AO Dirigente d'azienda Domenico ARCURI Commissario emergenza Marino REGINI Sociologia economica Riccardo RANALLI Dottore commercialista Roberto CINGOL ANI Esperto di Leonardo Riccardo CRISTADORO Banca d'Italia Giuseppe FALCO Managing Director BCG Franco FOCARETA Diritto del lavoro Enrico GIOVANNINI Ex presidente Istat Giovanni GORNO TEMPINI Presidente Cdp Giampiero GRIFFO Osser vatorio disabili Fabrizio STARACE Epidemiologia Psichiatrica Angelo BORRELLI Capo Protezione Civile L'Ego-Hub