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25/06/2019

Peter Aufreiter: «Lascio Urbino»

QN - Il Resto del Carlino

di LARA OTTAVIANI IL DIRETTORE della Galleria Nazionale delle Marche Peter Aufreiter lascerà Urbino: «Ho deciso di non accettare la proposta di rinnovo dell'incarico perché non sono più la persona giusta alla guida del Palazzo - dice il direttore -. Mi piange il cuore ma so di aver programmato tutto il lavoro per le celebrazioni di Raffaello e per i prossimi 2 anni». LA NOTIZIA è arrivata nella giornata di ieri: Aufreiter ha accettato di dirigere il Museo della Tecnica dell'Austria a Vienna, con un contratto per i prossimi 5 anni, rifiutando l'offerta del Ministero per i Beni culturali di proseguire l'incarico a Urbino. Le ragioni di questa decisione sono molteplici e vanno ricercate in parte nelle conseguenze che porterà la nuova riforma del Ministro Bonisoli, in parte nella cognizione, da parte di Aufreiter, di non poter dare il massimo nel suo lavoro perché mancano le condizioni. «DUE SETTIMANE fa, il Ministero mi ha offerto il rinnovo, ma non c'è la certezza che io possa rimanere per tutti i 4 anni - spiega Aufreiter -. Non è un segreto che io, dall'inverno scorso, mi sono mosso perché non potevo aspettare che il rinnovo mi arrivasse a ridosso della scadenza: un lavoro da direttore non si trova da un mese all'altro, i musei internazionali cercano almeno un anno prima. In primavera ho avuto diversi colloqui, in Italia e all'estero, e vista la situazione ho scelto di accettare un incarico in un altro museo. Io finisco a Urbino il mio contratto il 30 novembre e il 1° gennaio inizio in un altro museo: questa decisione non è per niente facile, anzi mi piange il cuore, perché amo Urbino, amo il Palazzo Ducale, amo il lavoro e lasciare questo staff, in cui ci sono tante persone che si sono impegnate molto, è difficile per me. Però mettendo tutte le cose insieme, vedendo la bozza della "controriforma", non mi sento più utile al 100 per cento perché non è più importante quello che so fare io: già la riforma di Franceschini, indirizzata alla valorizzazione e all'autonomia, non era stata portata a compimento perché negli ultimi due anni non è più successo niente; noi tutti, direttori italiani e stranieri, abbiamo sperato che la situazione migliorasse e invece non è successo; adesso, con la "controriforma" l'autonomia diminuisce, la centralizzazione di Roma aumenta». IL RAMMARICO del direttore è per il lavoro che si poteva fare: «Io sono venuto a Urbino per valorizzare il patrimonio e fare qualcosa di nuovo: ora sento di non essere più la persona giusta per seguire questo lavoro. Io non ho studiato per fare la parte amministrativa, per la gestione del personale, per fare le gare d'appalto, io sono un manager del museo, faccio marketing. In 4 anni, non è mai arrivato personale per l'amministrazione, anzi tutti vanno in pensione e siamo in attesa dei concorsi - continua -. Da un lato sono molto contento che il ministro austriaco abbia scelto me per l'incarico al Museo della Tecnica di Vienna, perché significa che sono richiesto, ma vado via da Urbino con grande difficoltà. Mi rassicura che qui il lavoro per i prossimi 2 anni è fatto: l'anno di Raffaello è programmato dal primo giorno fino all'ultimo, in autunno c'è la mostra "Raffaello e i suoi amici di Urbino", il 31 ottobre si inaugura la mostra sulla maiolica "Raphael ware. I colori del Rinascimento" del periodo di Raffaello che dura fino a Pasqua, e poi una mostra dal titolo "Sul filo di Raffaello", sul mito di Raffaello negli arazzi, da maggio fino all'autunno». LE COSE realizzate sono tante: «Il nuovo allestimento è programmato, occorre fare le gare e qui siamo bloccati perché cambia il codice degli appalti e si va avanti piano, piano. Io ho fatto più di 20 mostre, a Palazzo ci sono concerti, il teatro, feste di laurea e matrimoni, ogni settimana c'è una cena di grandi aziende e ricevo e-mail di persone che dicono che il Palazzo, così aperto alla cittadinanza, è trasformato e questo mi rende orgoglioso. Fino ad ora abbiamo aumentato del 20 per cento i visitatori, rispetto al 2018 che era l'anno dei record; abbiamo il 30 per cento in più di incassi. La mia strategia di fare pubblicità anche in riviera, le collaborazioni con Frasassi, il biglietto cumulativo con Gradara, sono tutte iniziative che funzionano: io non so quanti soldi il Ministero ci darà per il prossimo anno e credo che meglio di così non si possa fare. Io non me ne vado nell'anno di Raffaello lasciando le cose in sospeso - conclude Peter Aufreiter -: tutto è a posto e programmato. Abbiamo pensato anche alle mostre dei prossimi 2 anni, considerando che il 2022 è l'anno di Federico, ovvero 600 anni dalla nascita». © RIPRODUZIONE RISERVATA Oriente e Santi

Eventi


Spazio K

A cavallo tra il 2016 e il 2017, Aufreiter ha portato a Urbino una mostra dedicata al giocattolo dal Rinascimento al Barocco. Nella foto, il principe Federico Ubaldo della Rovere con una racchetta da gioco con la palla