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21/01/2021

“Perché solo musica barocca nel contratto del Santa Cecilia?”

Corriere dell'Umbria

Interrogazione di Sarah Bistocchi sulla locazione dell'auditorium
PERUGIA K E' stata depositata ieri un'interrogazione a risposta orale a firma della Capogruppo del Partito Democratico Sarah Bistocchi sull'auditorium Santa Cecilia, sala musica di epoc barocca. Nell'atto si legge che "in data 29 ottobre, dopo 19 anni di attività, l'attuale gestore ha riconsegnato le chiavi all'amministrazione comunale. Quest'ultima, tramite avviso esplorativo di 'manifestazione di interesse', con determinazione dirigenziale n. 1124 del 1 luglio 2020, ha inteso individuare un nuovo soggetto per la concessione della gestione degli spazi della struttura seicentesca per attività musicali. Nella manifestazione d'interesse, si legge che nel rispetto della promozione e valorizzazione dell'auditorium, il concessionario si impegna, tra le altre cose, a realizzare almeno tre eventi-concerto aventi ad oggetto la musica antica-barocca. Si legge altresì che è fissato un canone di uso per la concessione della struttura di importo minimo pari a euro 6.682,72 oltre iva, che il gestore dovrà corrispondere al Comune in due rate di egual valore da versare entro il terzo mese di ogni semestre di gestione. Successivamente il Comune di Perugia si impegna a pagare un importo per le date riservate in numero di 40 all'anno per svolgere attività proprie".Bistocchi interroga quindi il sindaco e la giunta su a che punto è il perfezionamento del contratto con i locatari, al fine di restituire l'immobile a una funzione utile alla città e alla sua attività culturale. Con quali criteri e in base a quale norma del Codice degli appalti si richiedono tre concerti di musica antica-barocca, escludendo altri generi musicali e quindi altri operatori. E ancora "quale sia il principio in base al quale da una parte l'amministrazione aomunale richiede un canone di locazione, e dall'altra la copertura di tale importo nei fatti viene assicurata attraverso il pagamento dell'uso per 40 date all'anno." Infine, "se esista un regolamento di accesso alle 40 date all'anno di uso da parte del Comune, in modo da assicurare con trasparenza l'ammissione a tutti i soggetti interessati a svolgere attività culturali e legate all'impegno civile".