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13/04/2021

(…) per recuperare interamente la perdita del 2020, mentre quasi tutti gli altri paesi europei tor

L'Arena di Verona

(...) per recuperare interamente la perdita del 2020, mentre quasi tutti gli altri paesi europei torneranno già alla fine di quest'anno ai livelli del 2019. Insomma avremo una ripresa sostanziosa (circa il 4,2% quest'anno è il 4,1% il prossimo) ma non sufficiente a colmare il divario con il resto dei Paesi sviluppati. Anche sul codice degli appalti che tutti sostengono sia responsabile del blocco degli investimenti pubblici e privati, le idee non sembrano. Molti pensano alla sua abolizione, ma questo sarebbe problematico e poco efficace. La strada giusta invece è quella di semplificare le molte norme che sono ridondanti, di intralcio, rafforzando i controlli ex post rispetto a quelli preventivi che prolungano all'infinito l'iter delle pratiche. Le risorse ci sono. Il commissario europeo Gentiloni ha ribadito che dall'Europa non arriveranno per due anni restrizioni alla spesa pubblica. Ma bisogna che questa spesa serva effettivamente per aumentare la competitività della nostra economia. Il presidente di Confindustria Bonomi ha sottolineato l'apporto degli investimenti privati ai quali però serve un sostegno finanziario dato che le imprese per far fronte alla crisi dei mesi scorsi hanno aumentato il proprio indebitamento. La priorità è quindi quella di sconfiggere la pandemia. Ma contemporaneamente sarà necessario completare il piano per i sostegni europei e impostare quelle riforme capaci di dimostrare a tutti che l'Italia vuole cambiare passo, che si impegna a dotarsi di un sistema pubblico più efficiente. Solo così potremo consolidare il ritorno di fiducia che si è intravisto con l'arrivo di Draghi a Palazzo Chigi, ma che attende prove concrete per poter dispiegare i propri effetti benefici.