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02/03/2019

Per mille migranti scatta il primo bando dopo il decreto sicurezza

La Repubblica - ERICA MANNA

L'accoglienza dei profughi
La Prefettura deve riaffidare l'ospitalità con meno risorse e cerca una intesa con le onlus del Terzo Settore Le nuove regole scattano dal primo aprile. Previste strutture per ospitare sino a 50 persone
La data che segna lo spartiacque tra il prima e il dopo dell'accoglienza a Genova è il primo aprile: e non c'è nulla su cui scherzare.
Sì, perché la Prefettura sta preparando il nuovo bando per garantire l'ospitalità dei migranti nel capoluogo ligure, che al momento sono circa un migliaio: e che dovrà essere cucito secondo le nuove regole del decreto sicurezza. Dunque, addio ai 35 euro al giorno che venivano corrisposti a enti e cooperative per l'accoglienza di ogni singolo migrante: la sforbiciata li porterà ad appena 21.35, così come da stima dei costi base d'asta formulata dal Viminale, secondo il nuovo capitolato ministeriale.
Al quale anche la Prefettura di Genova dovrà inevitabilmente attenersi. Da Largo Lanfranco è partita nei giorni scorsi una lettera, per informare cooperative e onlus che il vecchio bando - scaduto a fine anno - è stato prorogato fino al 31 marzo. Dal primo aprile, dunque, si cambia. Il nuovo testo uscirà a giorni: e il mondo dell'accoglienza è in subbuglio, perché la tentazione di fare muro è forte. Un po' come sta accadendo a Savona. Dove il testo della nuova gara è già stato pubblicato dalla Prefettura locale: e Arci e Caritas hanno reagito con durezza al taglio dei fondi, dichiarando di non avere intenzione di partecipare. Il risultato è che 900 richiedenti asilo ospitati nelle strutture savonesi rischiano di ritrovarsi per strada.
La Prefettura genovese, va detto, si sta muovendo con cautela. Il 21 febbraio, durante un incontro a porte chiuse, ha convocato il forum del Terzo settore e le realtà impegnate nell'ospitalità dei richiedenti asilo in città. Il passaggio è delicato: entro la fine del mese verrà pubblicato il bando ufficiale, biennale. Ne frattempo, tra la fine di marzo e aprile, la Prefettura indirà una sorta di mini gara di affidamento per coprire la fase di transizione tra la proroga tecnica e il nuovo bando: e quello che angoscia il mondo dell'accoglienza è che i vecchi criteri non potranno più essere applicati, nemmeno in via transitoria. Su questo punto le istruzioni del Viminale sono state inflessibili: la sforbiciata sarà già una realtà. Imminente. Quello che si profila, dunque, è lo spettro dell'insostenibilità economica dei servizi offerti fino ad oggi. A farne le spese saranno i tanti dipendenti, e i migranti che hanno già iniziato il percorso di accoglienza: inseriti in un sistema di integrazione, che sta per sfumare. Tanto che cooperative e onlus sono già pronte a studiare ricorsi sull'ammissibilità del bando, che - come da indicazioni ministeriali - finirà per penalizzare l'accoglienza diffusa.
Ovvero, il modello prescelto a Genova, nell'80 per cento dei casi.
Da Largo Lanfranco verranno indette almeno due gare: una dedicata all'accoglienza diffusa, negli appartamenti. Un'altra per strutture collettive, fino a 50 posti. E poi ce n'è una terza, ancora in fase di valutazione, per strutture oltre i cinquanta posti.
Altra incognita: il Centro storico non accoglierà davvero più i migranti, come aveva promesso la giunta Bucci? Negli incontri di questi giorni, la tendenza prevalente sembra quella del realismo. Ovvero, il bando ricalcherà l'esistente. Quanto alla tentazione di onlus e cooperative di fare muro rispetto alle nuove norme, e non partecipare in massa al bando, c'è una paura ancora più grande che frena il mondo dell'accoglienza: il timore che così facendo, a rispondere all'appello della Prefettura arrivino realtà impreparate, magari da altre regioni, spinte solo dal desiderio di fare cassa.
Proprio quella "pacchia" che, almeno a parole, si voleva colpire.
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Foto: I protagonisti A fianco il ministro dell'Interno Matteo Salvini, sopra la prefetta di Genova Fiamma Spena In alto migranti arrivati in città

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