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01/02/2020

Per il passaggio della Catania-Ragusa si attende ancora

MF - Gianni Marotta

Ancora nubi sul piano di cessione del progetto esecutivo sul raddoppio della Catania-Ragusa dalla società concessionaria Sarc di Torino all'Anas. Ieri in Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il decreto riguardante la modifica del modello attuativo della concessione autostradale della 514 dalla Società autostradale Ragusa-Catania all'Anas, così come deliberato dal Comitato interministeriale per la programmazione economica nella seduta dello scorso primo agosto. Il governo, in pratica, tramite il ministero per le Infrastrutture e i Trasporti e il ministero dell'Economia e delle Finanze ha ufficialmente rinunciato al modello di finanza di progetto, ovvero al coinvolgimento dei soggetti privati nella progettazione, costruzione e gestione dell'autostrada, dopo che nel 2016 aveva rilasciato un'apposita convenzione alla società piemontese che fa capo al gruppo Silec della famiglia Bonsignore. Il passaggio ad Anas era contemplato proprio nel decreto, al punto 6, in attesa della costituzione di un'apposita società di scopo tra governo e Regione siciliana con capitale interamente pubblico, che rilevasse il progetto in questione. Ma da allora sono nate le prime criticità a cui il governo Conte ha dovuto far fronte. In primo luogo gli ostacoli di carattere giuridico-amministrativo. Intervenendo una società a capitale pubblico non è possibile applicare la normativa riguardante il Codice degli appalti, ovvero, non è possibile trasferire il progetto da un soggetto privato, Sarc, a uno pubblico, Anas, attraverso un semplice contratto di cessione proprio come negli appalti pubblici. In secondo luogo, l'autorità nazionale anticorruzione ha sostenuto la necessità di bandire una gara a evidenza pubblica europea anche per l'acquisizione del progetto definitivo redatto dai tecnici della Sarc. Questo spiega perché il ministro delle Infrastrutture, Paola De Micheli, in sede di audizione alla Commissione Affari costituzionali e Bilancio della Camera dei Deputati, illustrando alcune delle norme del decreto legge Milleproroghe riguardanti le concessioni autostradali, ha parlato della «possibilità per Anas di assumere le concessioni autostradali in caso di revoca». La manovra ideata dal governo è proprio quella di consentire all'azienda nazionale di acquisire direttamente le concessioni e quindi di bypassare le norme previste dalla regolamentazione comunitaria. L'altro aspetto, non secondario, riguarda la copertura dei fondi per indennizzare la Sarc per quanto redatto sino ad oggi. In pratica, 32 milioni di euro per la redazione del progetto più 8-9 milioni di euro di oneri accessori così come previsto nello schema di concessione. Somme che, secondo il governo, hanno una copertura finanziaria, ma che da più parti invece, verrebbe smentita. «Tutto adesso passa dalla conversione in legge del Milleproroghe», ha commentato Roberto Sica, componente del Comitato-Osservatorio sulla RagusaCatania, «e speriamo che si possa fare in fretta». L'ultimo capitolo riguarda la copertura finanziaria dell'opera visto che l'uscita di scena di Sarc si tradurrà in una diminuzione di 450 milioni di euro sugli 816 milioni complessivi previsti. La Regione siciliana ha già deliberato lo storno dal capitolo delle opere pubbliche già finanziate sul territorio regionale di ben 387.256.758 euro a favore della Ragusa-Catania, ma attende da Roma il ristorno dei fondi. (riproduzione riservata)