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23/05/2020

Per i cantieri Bonomi spinge il “modello Genova”

Avvenire

Una ventina di giorni al massimo, per arrivare già a metà giugno con nuove regole per sbloccare opere pubbliche per decine di miliardi. Il governo, come ha spiegato il premier Giuseppe Conte alle Camere, punta sui cantieri per dare una spinta alla "Fase 2". Ma già sull'elenco delle opere e sullo spettro delle deroghe le visioni in maggioranza potrebbero non coincidere: il ministro delle Infrastrutture, Paola De Micheli, ha inviato a Palazzo Chigi il suo piano per «mettere a terra 20 miliardi» di lavori nei prossimi 12 mesi, e intanto ha dato il via libera a 445 milioni per Comuni e Province per la manutenzione straordinaria delle strade. Il piano elaborato dal suo viceministro Cancelleri, punta invece a sbloccare 110 miliardi già stanziati per cantieri di Anas e Rfi, nominando commissari gli ad e accelerando per questa via le opere. In modo analogo si starebbe anche lavorando a una norma che consenta lo stesso modello anche per i capoluoghi di città metropolitane e a rendere rapidamente utilizzabili risorse per scuole e viabilità. Obiettivo comune quello di ridurre i passaggi burocratici ed evitare lungaggini per fare in modo che possano partire al più presto opere già interamente finanziate ma ancora ferme. Una spinta che piace a Confindustria, ma il nuovo presidente Carlo Bonomi, auspicando che «il modello Genova sia replicato» chiede che «alle parole seguano i fatti perché negli ultimi dieci anni abbiamo assistito a 72 interventi sul tema» con scarsi risultati. Estendere il modello Genova, ma anche «sospendere il Codice appalti fino al 2026» sono le richieste della Lega. Ma l'ipotesi è respinta da De Micheli, che annuncia il nuovo Regolamento unico sugli appalti.