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20/05/2020

Per gli investimenti pubblici ci vogliono nuove regole

La Repubblica - Alfredo De Girolamo

L'analisi
Progettare la ripresa economica è urgente, tenendo conto che il pur importante decreto Rilancio contiene misure "difensive" e temporanee e non certo una strategia per la ripresa. Le previsioni economiche diffuse in questi giorni ci dicono che nel 2020 avremo un crollo del Pil e dell'occupazione, solo parzialmente recuperabile nel 2021.
Accanto ai sussidi e agli aiuti finora definiti occorre riaccendere il motore dell'economia reale.
La ricetta è fare rapidamente investimenti pubblici, anche in Toscana.
Più di prima (sono crollati negli ultimi anni) e più rapidamente di prima (per avviare un cantiere occorrono fra i 36 e i 50 mesi).Ci sono progetti in tutti i settori delle infrastrutture pubbliche: ferrovie, strade e autostrade, porti e interporti, difesa idraulica, scuole. Nel settore dei servizi pubblici locali abbiamo stimato investimenti cantierabili per almeno 1 miliardo di euro nei servizi idrici e 500/600 milioni in gestione dei rifiuti ed economia circolare. Reti energetiche, fonti rinnovabili ed efficienza energetica valgono qualche miliardo. Sostituire tutti i bus e fare nuove tramvie vale qualche altro miliardo. Tornare ad investire nella costruzione di alloggi di edilizia residenziale pubblica è urgente e necessario (la domanda di welfare abitativo è destinata a salire con questa crisi), almeno 20.000 alloggi, rigenerazione urbana e emissioni zero, circa 2/3 miliardi. Rendere più accessibili le nostre città è possibile con investimenti in tecnologia e reti.
Tutte cose fattibili rapidamente. Progetti e risorse private ci sono, le aziende dei diversi settori sono sane e pronte ad un salto di qualità. Fondi europei, nazionali e regionali ci sono e ci saranno. Esistono i fondi "incagliati" nei ministeri (come quello per le infrastrutture idriche), ci sono i nuovi fondi dell'emergenza Covid-19 (trasporti, edilizia). Ci sono i nuovi Fondi Strutturali Europei 2021-27, ma anche il Green New Deal, le risorse della Bei, i fondi a erogazione diretta della Commissione. Ci sono ecobonus e incentivi energetici e ambientali. Ci sono le risorse delle aziende, dei fondi di investimento, delle banche e delle fondazioni bancarie. Potrebbero essere definiti nuovi strumenti di garanzia, potenziando il ruolo di Cassa Depositi e Prestiti. C'è una proposta di modifica del Codice degli appalti avanzata dalle Regioni e dai Comuni, anch'essa incagliata nel porto delle nebbie romano.
Modificare le regole per aprire un cantiere in sei mesi è importante come disporre delle risorse pubbliche. Questo è il Piano per la ripresa. In Toscana abbiamo avviato un confronto concreto con la Regione, fatto di progetti, idee e risorse. Ma è il Governo che deve fare la sua parte.
L'autore è presidente di Confservizi Cispel Toscana