MENU
Chiudi
28/09/2018

Per gli appalti pubblici tracciati uniformi nella Ue

Il Sole 24 Ore - Al. Ma. B. Sa.

LO SCHEMA DI DLGS
Dal 18 aprile 2019 le Pa centrali devono accettare i file da altri Stati comunitari
Gestione di fatture elettroniche in formato europeo Ubl e Cii dal prossimo 18 aprile 2019 per le amministrazioni pubbliche e gli enti aggiudicatori, con differimento al 18 aprile 2020 per le amministrazioni sub-centrali e quindi per quelle locali che non costituiscono autorità governative centrali. Quindi le Pa dovranno accettare seppur in due tempi i file fattura inviati da altri Paesi unionali.

Il divieto a rifiutare fatture ricevute nei formati previsti opera sempre per tutti gli appalti pubblici, a prescindere dal loro valore. Le fatture transiteranno attraverso il Sistema di Interscambio (Sdi) già utilizzato per la fatturazione elettronica verso le pubbliche amministrazioni e, dal prossimo 1 gennaio 2019, per tutte le operazioni tra soggetti residenti e stabiliti nel territorio nazionale: tuttavia, rispetto all'attuale operatività, nei confronti delle amministrazioni dovranno essere utilizzati i formati Cii e Ubl.

Nei confronti dei privati, la legge di Bilancio 2018 aveva già previsto la possibilità che con un decreto ministeriale i due nuovi formati europei potessero essere utilizzati, accanto al tracciato Xml approvato con il provvedimento del 30 aprile 2018 del Direttore dell'agenzia delle Entrate, per le fatture verso soggetti passivi di imposta (B2B) e consumatori finali (B2C). Quindi le imprese potrebbero già, in questa fase di implementazione della fattura elettronica, iniziare a riflettere sulla possibilità di adottare, in luogo o accanto all'xml nazionale, i predetti formati che li agevolerebbero soprattutto per le operazioni cross-border.

Questi, a grandi linee, i punti di attenzione da considerare nello schema di decreto legislativo esaminato in prima lettura nella riunione del Consiglio dei ministri di ieri, con cui si recepisce la direttiva europea 2014/55/Ue sugli appalti pubblici. Questa direttiva impone alle amministrazioni e agli enti aggiudicatori l'obbligo di accettare fatture elettroniche conformi ad un modello semantico comune e condiviso. Con la decisione di esecuzione 2017/1870 sono stati pubblicati gli elenchi delle sintassi utilizzabili a tal fine e da recepirsi entro il prossimo 18 aprile 2019. L'elenco delle sintassi, allegata alla decisione, comprende il Cii - Cross industry invoice Xml dell'Un/Cefact ed il formato Ubl - Universal business language come definito nella norma Iso/Iec 19845: 2015.

L'obbligo riguarderà dal prossimo 18 aprile 2019 le amministrazioni aggiudicatrici e gli enti aggiudicatori, come individuati dall'articolo 3, comma 1 lettere a) ed e) del Codice degli appalti pubblici di cui al decreto legislativo n. 50 del 2016. Per le amministrazioni «sub-centrali», e quindi per tutte quelle che non sono autorità governative centrali, l'obbligo decorrerà dal 18 aprile 2020. Come indicato nella relazione illustrativa allo schema di decreto, occorre fare riferimento non solo all'elencazione di cui al Codice appalti ma anche ai soggetti indicati nell'elenco pubblicato annualmente dall'Istat quali amministrazioni che, partecipando agli obiettivi di finanza pubblica, sono destinatarie di fatture elettroniche.

Considerando che già nelle fatture tra privati la firma digitale sul tracciato Xml non è prevista come obbligatoria, al pari di quanto disposto dalla direttiva 2014/55/Ue, occorrerebbe riflettere se mantenere o meno l'obbligo di apposizione della firma elettronica qualificata, nonostante la stessa, secondo il nostro avviso, risulti in molti casi opportuna.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Richiedi una prova gratuita

Compila il form per ricevere gratis e senza impegno tutte le gare profilate per il tuo settore