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15/06/2021

Per gli appalti pubblici servono progetti di qualità

La Repubblica - Affari Finanza - Sergio Di Veroli*

L'intervento
L' ex ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio sostiene che il codice degli appalti da lui istituito mette al centro la qualità dei progetti e in recenti interviste ha ribadito con forza il concetto: "Per fare bandi di gara efficaci ci vuol un buon progetto e una buona stazione appaltante". Si tratta di affermazioni importanti, che tuttavia richiedono maggiori approfondimenti. Il punto nodale nella complessa questione degli appalti è infatti proprio questo. Come si arriva a fare "un buon progetto"? Quanto tempo deve essere dedicato alla stesura del progetto nell'economia complessiva dei lavori? A quale organismo va affidata la stesura del progetto? E quanto incide la qualità dello stesso nella correttezza ed efficacia della gara di appalto? Partiamo dal primo, fondamentale interrogativo. Molte delle disfunzioni seguite alle gare di appalto nascono dal fatto che i progetti proposti non sono stati studiati sufficientemente in tutti i dettagli. La molto auspicata esecuzione rapida dell'opera oggetto dell'appalto può avvenire solo se nel bando di gara l'opera da realizzare è stata definita con la necessaria precisione fino al livello esecutivo. Un buon progetto esecutivo, portato a livello di simulazione viva al computer, minimizza i costi dell'opera, perché permette di non avere incertezze nella costruzione, incertezze che in cantiere costano molto care. È ben noto che è proprio fra le pieghe di un bando di gara dotato solo di un progetto lasciato al livello di formulazione di massima che si annidano molte delle conseguenze illegittime, quale in particolare quella, assai frequente finora, di una costosa aggiunta delle varianti al progetto, con effetti disastrosi sui tempi e i costi di realizzazione dell'opera. In molti Paesi avanzati si impiega mediamente un tempo pressoché identico tra progetto e costruzione. Solo dando questo spazio al progetto, il processo di realizzazione dell'opera potrà conseguire i migliori livelli di produttività economica nella applicazione del Recovery Plan. Passiamo ora ad affrontare la questione delle stazioni appaltanti. Se esaminiamo ciò che finora è accaduto in Italia, il progetto prima del bando è spesso affidato a ditte esterne alla stazione appaltante e studiato da personale di non elevatissimo livello di istruzione. La banalizzazione del progetto nasce dall'epoca della svalutazione del sapere ed è uno dei tanti effetti negativi che ci hanno portato a non riuscire a completare in modo rapido la costruzione delle opere, tra un misto di incoerenza progettuale e aspetti di legalità violati. Al contrario, un progetto fatto bene, che prenda in considerazione anche tutte le necessarie approvazioni di carattere ambientalistico, sanitario ed economico, e che preveda le manutenzioni ordinarie e straordinarie basate sull'ottimizzazione del LCC (Life Cycle Cost), richiede la massima capacità intellettuale e creativa, perché è frutto di lavoro di tante discipline differenti, quali quelle degli architetti, dei geologi, degli ingegneri di varie specializzazioni, dei legali e degli economisti microeconomici. In Italia, però, esiste una realtà molto parcellizzata di stazioni appaltanti, che raggiungono il numero di oltre 30.000. È chiaro che è impossibile dotare tutti questi enti delle facoltà progettuali sopra descritte, data anche la carenza che l'Italia e il mondo hanno di questo tipo di personale specializzato. Allora, ritengo che vada fatta una delle più grandi rivoluzioni nel campo della gestione degli appalti, creando poche stazioni progettiste, che abbiano la capacità di fare progetti per tutti. Tali stazioni devono essere sedi di sapere tecnico e legale continuamente aggiornato e con contatti stretti con le università italiane ed estere. Oltre che possedere il numero di specialisti necessari, esse devono avere tutti i mezzi più avanzati, che permettano loro di comunicare alle aziende vincitrici dei bandi un progetto assolutamente privo di parti indefinite. Oggi la progettazione tridimensionale al computer permette di avere questi strumenti di comunicazione, e si può pretendere che le aziende appaltatrici siano dotate di computer e licenze sw per ricevere e comunicare con questi mezzi. Il capitolato di gara nella sua formulazione corretta, di cui il progetto sarà parte basilare, dovrà contenere tutti gli elementi di obblighi contrattuali e legali per l'appaltatore. Da questo punto di vista, l'Italia ha già prodotto dei capitolati validi, di cui si potrà sfruttare la fattura, apportando solo piccoli miglioramenti, anche di semplificazione del gergo legale-burocratico. Ci si domanda: le stazioni appaltanti attuali avranno ancora dei compiti? Senza dubbio sì, anche se, ove possibile, una loro concentrazione sarebbe cosa saggia. Intanto le stazioni appaltanti rimarranno le titolari della promozione della gara. Dopo l'assegnazione esse avranno innanzitutto il compito di impadronirsi del progetto fatto dalla stazione di progettazione negli aspetti tecnici, legali ed economici dell'appalto. Poi dovranno controllare, durante la costruzione, gli obblighi dell'appaltatore nel rispettare tutti i requisiti del progetto, e gli obblighi relativi agli altri requisiti che sono richiesti all'appaltatore, come la corretta assunzione dei dipendenti della costruzione, il rispetto di tutti le procedure di qualità e sicurezza sul lavoro necessarie, l'uso di materiali di costruzione e strumenti di misura idonei. Dovranno anche definire gli stati di avanzamento dell'opera, per poter effettuare i giusti pagamenti di avanzamento lavori. Un ulteriore compito sarà quello di seguire la vita dell'opera costruita e di registrarne tutti gli eventi positivi o negativi prodottisi nel corso del loro ciclo di vita, servendosi anche qui di software apposito per la memorizzazione degli eventi tecnici, oggi disponibile. Tutti questi dati di ritorno dal campo sono un enorme patrimonio che, riportato sia alla stazione appaltante che alla stazione di progettazione, porteranno al miglioramento continuo delle future opere progettate e costruite. Solo così si potrà giungere ad una rapida e felice realizzazione delle opere appaltate, superando i problemi attuali. *Socio fondatore della Associazione di Ingegneria Economica AICE L'opinione Una pletora di strutture che non potranno mai essere dotate di personale preparato si occupa oggi della parte più delicata: elaborare piani compiuti e capitolati a prova di esecuzione