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09/12/2019

«Per bloccare l’aumento Iva tasseranno perfino l’acqua»

Libero - FABIO RUBINI

INTERVISTA MANOVRA COLABRODO
Il leghista Garavaglia, ex viceministro all'Economia: «Gli aumenti su carburante e bollette ci strangolano. Occhio, in arrivo ulteriori balzelli per coprire i buchi»
■ «Il problema non è solo quello delle tasse che quelli del governo hanno messo fin qui. No, il vero guaio sono le tasse che dovranno aumentare tra qualche giorno per coprire il buco da 500 milioni, creato da quelle che hanno rinviato a luglio e ottobre. E mancano ancora le risorse per i danni di Venezia, Matera, Liguria... miliardi. Questa finanziaria è ridicola!». Non usa mezze parole Massimo Garavaglia, fino all'estate scorsa vice ministro all'Economia e storico esponente della Lega. Onorevole, Pd e M5S dicono che questa non è la manovra delle tasse. Ogni giorno però o ne abbassano una o ne posticipano un'altra. Qual è la verità? «Andiamo con ordine. Tutti parlano di plastic tax e di sugar tax, che comunque ancora ci sono, ma i balzelli più gravi sono quelli che sono nascosti tra le pieghe della manovra». Proviamo ad elencarli. «Partiamo con l'acqua. Ricordate la battaglia grillina sull'acqua pubblica? Bene, gli effetti della manovra iniziano a vedersi. Il primo risultato ottenuto è che alle macchinette distributrici le bottiglia di plastica bio costano in media 25 centesimi in più, l'aumento c'è già. E non è finita, perché il Conte-bis ha aumentato le tasse anche sulle concessioni per le acque minerali. Con conseguente aumento del prezzo per i consumatori. Capito i geni?». Almeno l'energia ce l'hanno risparmiata? «Ma neanche per sogno. C'è un bell'aumento anche sulla tassa per le concessioni dei produttori e distributori di energia. Così anche le bollette aumenteranno». Garavaglia è un fiume in piena, sfoglia le carte della manovra e ad ascoltarlo, al telefono, si percepisce la sofferenza di non poter impedire queste mazzate su aziende e cittadini. «Parliamo delle accise su benzina e gasolio?» sbotta. Aumentano anche quelle? «Ovvio. Se ne parla poco, ma la parte corposa dell'emendamento alla finanziaria sta proprio qui. L'aumento delle accise vale per il 2021 ben 868 milioni di euro che diventeranno oltre un miliardo e mezzo nel 2023 e poi si stabilizzerà attorno al miliardo e due l'anno. Per non dire degli investimenti». Dica, dica pure... «Da settimane ci spiegano che il 2020 sarà l'anno degli investimenti, un piano shock dice Renzi, invece in manovra c'è un bel taglio da 460 milioni ai danni di Rete Ferroviaria Italiana...» Tassano il carburante e riducono gli investimenti. Una bella mazzata... «Una vera e propria stupidaggine. Soprattutto se si pensa che il "bonus Befana" vale tre miliardi...». Un passo alla volta. Cos'è il "bonus Befana"? «Sono i soldi che verranno restituiti come rimborso per una parte delle spese effettuate dai cittadini con carte». E cosa c'entra questo con l'aumento delle accise? «Conte dovrebbe spiegare agli italiani che senso ha aumentare il prezzo di benzina, gasolio ed energia, che usano tutti, e invece restituire (in minima parte) soldi solo a chi paga con le carte, cioè ai ricchi. Diciamo la verità: questa è la manovra delle bandierine e delle tasse che spuntano dappertutto». Però la tassa sulle bevande zuccherate e sulla plastica è stata rimandata... «Sì, ma resta una mossa stupida. Le aziende nel fare i budget terranno conto che da luglio o da ottobre dovranno far fronte a maggiori spese dovute a quelle tasse. Paradossalmente il rischio è che nel prendere le contromisure, gli aumenti arrivino prima dell'entrata in vigore dei balzelli. Questi qui del governo sono dei fenomeni!». Guardiamo il lato positivo. Questo esecutivo era nato per sterilizzare le clausole di salvaguardia e pare esserci riuscito, non crede? «Anche questa è una narrazione che va completamente smontata. Intanto perché da quando ci sono, le clausole sono state sterilizzate da tutti i governi, escluso quello Pd di Enrico Letta. Poi perché con questa manovra il governo giallorosso le fa diventare stratosferiche: nel 2021 saremo sopra i 20 miliardi che saliranno addirittura a 27 nel 2022». Parliamo di costo del lavoro. Nella manovra c'è una riduzione del cuneo? «Sì, ma non avrà effetti, perché verrà sterilizzato dagli aumenti di tutte le altre tasse». E poi c'è lo sgravio Ires, o meglio, non c'è più... «Una detassazione che valeva 4 miliardi nei prossimi 4 anni e che è stata tolta, giusto per dare un altro "aiutino" alle aziende». Fin qui ciò che stanno facendo Pd e M5S. Un governo di centrodestra come cambierebbe questa manovra? «La cosa più semplice da fare sarebbe eliminare tutte queste schifezze ( le nuove tasse, ndr ), anche tagliando un po' la spesa improduttiva. Il Paese sta andando verso una recessione pesante e l'unica cosa sensata da fare in questi frangenti è detassare famiglie e imprese». Salvini ha detto: «Torneremo al governo e faremo una grande pace fiscale per le cartelle in sospeso». È una strada verso la ripresa? «La pace fiscale che abbiamo fatto col governo gialloverde ha funzionato. Pd e M5S, che tanto l'hanno criticata, non solo l'hanno mantenuta, ma hanno allungato alcune scadenze. Poi certo, come dice Salvini, può essere riproposta e migliorata. È una questione di filosofia. Mi spiego: noi ci fidiamo di imprese e famiglie. Questo governo invece fa scappare le prime e tartassa le seconde. Prenda la norma per la confisca dei beni a chi non è in regola con le tasse. La norma avrà lo stesso effetto, se non peggiore, del codice degli appalti: bloccherà gli investimenti e farà scappare gli imprenditori». I cavalli di battaglia del governo gialloverde erano "Quota 100", bandiera leghista e "Reddito di cittadinanza", vessillo grillino. Entrambe oggetto di critiche... «Quota 100 è una norma di libertà che ha consentito, su base volontaria, di andare in pensione. Le critiche? Non le capisco. Laddove c'è stato ricambio generazionale si sono creati posti di lavoro e laddove questo non c'è stato, la norma si è tradotta in risparmi per le imprese». Sì, però la spesa pensionistica è aumentata. Non è stato un azzardo? «Guardi, la spesa pensionistica dal 2013 al 2017 è aumentata dello 0,88%. In pratica gli adeguamenti Istat. I conti dell'Inps non tornano perché sono aumentate le spese sociali e quelle per la cassa integrazioni che sono finite nello stesso calderone delle pensioni». Il reddito di cittadinanza però è un flop. Non vorrà negarlo? «Le lancio una provocazione: il reddito di cittadinanza sarà un'ottima copertura per il prossimo governo». Ovvero? «Sono sempre stato critico nei confronti di questa misura. Quando avevo detto che il 70% delle persone non ne avrebbe avuto diritto mi hanno massacrato. Ora, numeri alla mano, posso dire di essere stato ottimista. La misura del reddito va revisionata completamente: mantenuta per chi ne ha diritto e trasformata in detassazione per chi assume. Coi soldi che risparmieremo toglieremo le tasse messe da questo governo». PACE FISCALE «Ha funzionato bene, tanto che il nuovo governo l'ha mantenuta. La riproporremo perché noi diamo fiducia alle famiglie e alle aziende» RIVEDERE IL REDDITO «Così com'è il reddito di cittadinanza non funziona. Va revisionato completamente e coi soldi che risparmieremo quando torneremo al governo taglieremo tutte le tasse messe dal Pd e dai Cinquestelle e faremo investimenti»

Foto: LEGHISTA Massimo Garavaglia, 51 anni, nel primo governo Conte è stato vice ministro dell'Economia. Ha alle spalle una lunga carriera da parlamentare ed è stato anche assessore al Bilancio della Regione Lombardia