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05/06/2020

Per ausili e protesi prove di dialogo

La Gazzetta Del Mezzogiorno

CORONAVIRUS USCIRE DALL ' EMERGENZA Il Covid-19 ha rallentato ancor più autorizzazioni e dotazioni per i disabili Intanto prosegue la lotta dei rivenditori
Ma centri ortopedici e acustici sono pronti alla protesta LA LETTERA «Per noi invalidi al 100% è indispensabile il rapporto con le Sanitarie»
G. FLAVIO CAMPANELLA l Il comparto è in fibrillazione. Le gare d'appalto regionali previste per la fornitura di protesi e ausili ai disabili aventi diritto ha scatenato la rivolta di Sanitarie, Centri acustici e ortopedici, soprattutto da quando, in via transitoria, la Asl Bari ha cominciato a indire mini-gare per le dotazioni. La procedura è prevista dalla legge (che le imprese del settore peraltro contestano) e ha come obiettivo far risparmiare il servizio sanitario. Nello stesso tempo, però, rischia di far scomparire imprese e posti di lavoro. «È un momento difficilissimo - afferma Fran cesca Fersini , avvocato e titolare della Sanitaria Pugliese -. Le autorizzazioni sono ferme, anche per il blocco delle visite e degli esami causato dall'emergenza (i presidi ospedalieri e ambulatoriali stanno riprogrammando migliaia di prestazioni - n.d.r.). Inoltre, per rifornire i clienti dei dispositivi di cui necessitano continua l ' iter di presentazione della pratica trimestrale (nonostante i decreti per la Covid del Governo abbiano prorogato automaticamente anche i piani terapeutici - n.d.r.) e, soprattutto, prosegue l'attesa estenuante a causa del rallentamento per il disbrigo delle procedure. Noi non abbiamo partecipato alle prime mini gare della Asl perché non è possibile accettare ribassi che poi non ci permettono di rientrare delle spese. Bisogna essere chiari. Ci sono ausili che hanno bisogno della consegna, della installazione, della manutenzione, senza considerare il complesso dei servizi che garantiamo ai clienti. Io non so come riesce a farlo chi si è aggiudicato i mini bandi. Se non si arriverà a una soluzione io dovrò come minimo licenziare uno dei tecnici ortopedici, peraltro ora in Fis (Fondo di integrazione salariale - n.d.r.) perché francamente non si può pagare uno stipendio intero solo per qualche calzatura ortopedica da adattare». INCONTRO - La situazione è talmente seria che Sanitarie, centri acustici e ortopedici sono pronti a protestare davanti alla sede del Consiglio regionale. La manifestazione è programmata per martedì prossimo, tranne un'eventuale sospensione nel caso in cui arrivasse almeno un segnale, finalizzato a un accordo, da parte della Regione, e in particolare di Vito Montanaro , direttore del Dipartimento Salute. Assortopedia (l'Associazione nazionale aziende ortopediche) e Fioto (Federazione italiana degli operatori in tecniche ortopediche) hanno chiesto un incontro formale (da tenersi nelle prossime ore). «Bisognerebbe fare come in altre regioni dove c'è un accordo quadro secondo un unico principio: il rispetto del prezzario previsto dal decreto sui Lea (Livelli essenziali di assistenza: sono le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario è tenuto a fornire a tutti i cittadini - n.d.r.). Pur comprendendo la necessità di adeguarsi alle normative europee - si legge in una delle lettere inviate dalle Sanitarie alla Regione - si deve evidenziare che tale adeguamento impone d'obbligo un minimo di rispetto per gli operatori del mercato e delle pericolose quanto disastrose conseguenze che questo avrà sull'economia territoriale. Tra l'altro, prova ne è stata l'esperienza della gara sui montascale: la fornitura è stata assegnata, al massimo ribasso, a una ditta che non è riuscita ad adempiere all'obbligo assunto poiché, a quel prezzo, la somministrazione e l'assistenza di fatto sono anti economiche. E la Asl sta pagando evidenti disagi». CRITICITÀ - Peraltro, domani è convocata in Regione (ore 10,30, in videoconferenza) la III Commissione consiliare permanente con all'ordine del giorno anche (ore 12) l'audizione dei vertici della Sanità pugliese (compreso Antonio Sanguedolce , direttore generale della Asl Bari) su richiesta del consigliere Ignazio Zullo (Fd'I), concernente appunto la criticità dell'assistenza protesica ( Antonel la Laricchia del M5S, dal canto suo, ha annunciato una interrogazione). Intanto, però, a far rumore è una lettera (firmata) inviata a Rosa Porfido , direttore amministrativo dell'Azienda sanitaria locale barese, da parte di due disabili in carrozzina (che hanno chiesto di mantenere l'anonimato). «I sottoscritti, in qualità di fruitori di presidi ortopedici a seguito di . certificata invalidità al 100%, denunciano il grave disagio che genererebbero le gare d'appalto per l'acquisto di presidi ortopedici. È di fondamentale importanza personalizzarli. Ognuno di noi, a seguito di diversa patologia, soffre di determinate compromissioni dell'apparato fisico motorio. Un certo presidio necessita, quindi, di essere adattato alle peculiarità fisiche del richiedente e alla specifica compromissione determinata dalla patologia. Pertanto, si rivela necessario e indispensabile il rapporto diretto Sanitaria-cliente, affinché il presidio ortopedico sia adattato al corpo e all'esigenza del singolo paziente, diventando così funzionale alla sua salute. Soprattutto in caso di invalidità al 100%, ricevere un determinato presidio e costante assistenza, significa poter deambulare. Non si tratta di un bisogno accessorio che può essere procrastinato, ma di un bisogno fondamentale e di una certa urgenza. Non poter deambulare o dedicarsi alla propria igiene personale, significa colpire gravemente l'autonomia e la dignità personale. Diventa quindi fondamentale abbreviare quanto più possibile la fornitura e l'assistenza personalizzata in ambito di presidi sanitari ortopedici, cosa impossibile qualora la loro distribuzione fosse gestita attraverso gare d'appalto».

Foto: DISABILI Le persone con handicap chiedono venga mantenuto il rapporto diretto con le Sanitarie


Foto: MESSAGGI I fan dell'app «Immuni» mandano messaggi per scaricare l'applicazione Sotto l'avvocato Andrea Lisi .