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06/12/2018

Pedemontana fantasma L’incompiuta da 47 anni

Corriere Adriatico

Nel 1971 la prima pietra della Fabriano-Sassoferrato. Il comitato: «Nessuno ne parla più»
L'OPERA
FABRIANO Si riaccendono i riflettori sulla Pedemontana Fabriano-Sassoferrato. Stiamo parlando della grande arteria viaria che, secondo il progetto nato a cavallo tra gli anni '60 e '70 del secolo scorso, avrebbe dovuto collegare Civitanova Marche al Pesarese. In questo caso, naturalmente, ci riferiamo al tratto di strada che dallo svincolo di Fabriano Est procede verso nord, ossia in direzione della zona industriale Berbentina di Sassoferrato.
L'odissea
Un'opera che è stata definita come la grande incompiuta dell'entroterra anconetano. E non a caso, visto che la posa della prima pietra risale addirittura al 1971. Ebbene, il comitato di cittadini costituitosi molti anni fa per far sì che l'operazione fosse portata a compimento, protagonista di numerose iniziative (arrivò in questa zona pure il Gabibbo), non demorde e torna a rimarcare la necessità di un'infrastruttura vitale per un comprensorio in difficoltà. «Si sta realizzando il tratto di Pedemontana verso sud, quello che da Fabriano conduce a Muccia, e la Provincia di Pesaro ha approvato il progetto per il tratto Cagli-Sassoferrato spiega Gianni Pesciarelli, uno degli esponenti di spicco del comitato ma nessuno parla più del tratto Fabriano-Sassoferrato, dove rischia di verificarsi una strozzatura. E dire che nella zona industriale sentinate, area di sbocco della pedemontana, ci sono aziende di risonanza nazionale e non solo, che danno lavoro a oltre 600 persone. Aziende che, stante anche questa situazione di precarietà, incontrano una marea di disagi per il trasporto delle merci, se si considera che per arrivare all'autostrada devono passare per Fabriano o per le Grotte di Frasassi, con tutto ciò che la viabilità in queste zone comporta, soprattutto nei mesi invernali». Una storia tanto lunga quanto travagliata quella della Pedemontana Fabriano-Sassoferrato. «Questo tratto di strada osserva Pesciarelli è stato continuamente oggetto di appalti e sub-appalti, i quali hanno portato al fallimento delle ditte assegnatarie, con il risultato che ad un certo punto i lavori si sono bloccati (la risoluzione del contratto con l'ultima dita incaricata dell'opera risale al 2004, ndr), sebbene l'Anas abbia congelato ben 18 milioni di euro.
Solo silenzio
«L'aspetto più sconcertante, comunque - aggiunge -, è dato dal fatto che nessuno parla più di questa arteria. Non lo fanno le forze politiche, né quelle sindacali, né le associazioni di categoria». Come dire che a farsi sentire è rimasto soltanto il comitato, artefice di tante iniziative finalizzate a riportare l'attenzione su una problematica di estrema rilevanza, basti pensare che anni fa, tramite una petizione, furono raccolte 4.000 firme, e che nel 2008 si riuscì pure ad attirare l'interesse di Striscia la Notizia, il noto tg satirico di Canale 5, ideato da Antonio Ricci.
Aminto Camilli
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